CHIUDERE I RISTORANTI SCELTA POLITICA, GLI SCIENZIATI LI AVREBBERO LASCIATI APERTI


L’AQUILA – La chiusura dei ristoranti alle ore 18,00 è stata una scelta politica del governo e non degli scienziati del Comitato tecnico che, al contrario, li avrebbero lasciati aperti di sera.

È quanto emerge dal verbale della riunione del Cts del 17 ottobre scorso, svelato dal quotidiano Il Tempo, a seguito della quale è stato poi emanato il dpcm che dal 26 ottobre ha imposto lo stop al servizio serale.

Il premier Giuseppe Conte e molti ministri a partire dal quello della Salute Roberto Speranza hanno affermato che la decisione di sospendere le attività di ristorazione era stata assunta su indicazione del Comitato tecnico scientifico, ora salta invece fuori che quest’ultimo li avrebbe lasciati aperti a patto di rispettare i rigidi protocolli in base ai quali i ristoratori avevano messo in sicurezza i locali e semmai proponeva controlli più rigidi sul rispetto delle prescrizioni fornite a maggio.

“Per ciò che concerne il settore della ristorazione”, si legge nel verbale pubblicato dal quotidiano romano, “il Cts rimarca il rigoroso rispetto e controllo delle misure già più volte indicate dal Cts ed oggetto delle norme attualmente in vigore (es. distanziamento, prevenzione degli assembramenti, obbligo nell’uso della mascherina negli esercizi commerciali e di ristorazione) con intensificazione della vigilanza e delle azioni di contrasto che devono essere rese più agevoli nella loro possibilità di adozione (es.: obbligo di affissione del numero massimo di clienti che è possibile accogliere negli esercizi). Il Cts suggerisce la coerenza della limitazione già prevista dalle raccomandazioni vigenti per i contesti domestici relativa al numero massimo di persone che possono condividere il medesimo tavolo all’interno dei locali di ristorazione”.

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