CIA E CONFAGRICOLTURA, “AL CONSORZIO DI BONIFICA INTERNO NUOVO DIRETTORE SUPER PAGATO NONOSTANTE I DEBITI”
L’AQUILA – Il costo del nuovo direttore del Consorzio di bonifica interno è troppo oneroso, soprattutto alla luce dell’aumento dei canoni scattato a dicembre scorso per fronteggiare il forte indebitamento dell’ente. Lo denunciano la Confederazione italiana degli agricoltori (Cia) e la Confagricoltura della provincia dell’Aquila.
“Con delibera della Deputazione amministrativa n. 75 del 28/03/2018 è stato assunto a tempo determinato il nuovo direttore del Consorzio di bonifica interno. Nel prendere atto che la procedura attuata dalla Deputazione appare corretta sul piano formale, non può non evidenziarsi che su questa importante decisione l’organo di Governo non ha reputato utile confrontarsi preventivamente con le organizzazioni professionali agricole”, si legge in una nota.
“Leggendo con attenzione la delibera e sulla scorta del recente accordo per il rinnovo del Ccnl dei dirigenti dei Consorzi di bonifica del 16 aprile 2018 emerge con assoluta certezza l’onerosità di questo contratto soprattutto in considerazione del forte indebitamento del Consorzio”, fanno osservare Cia e Confagricoltura.
“Al direttore unico è stata attribuita la classe stipendiale più alta con motivazioni generiche e senza considerare che il Consorzio è carente di tecnici progettisti abilitati alla firma di progettazioni complesse. Sarebbe stata una scelta lungimirante assumere un ingegnere per evitare le costose progettazioni, che vengono affidate a progettisti esterni”, continuano le due organizzazioni nella nota, “complessivamente la retribuzione attribuita al direttore, comprensiva di un bonus aggiuntivo di euro 2.000 ammonta a euro 6.043,49 lorde mensili per 14 mensilità mentre il costo totale a carico dei consorziati, considerato gli oneri previdenziali e assistenziali Tfr e l’Iirap, supera 124.000 euro annui cui aggiungere altri benefit ed il rimborso delle spese”.
“Francamente per questo Consorzio, che ha un organico di 6 impiegati 4 operai fissi e 26 stagionali ed oltre un milione di euro di debiti, la decisione della Deputazione amministrativa appare priva di ogni razionalità. I consorziati hanno contestato l’aumento del ruolo imposto a dicembre per coprire un buco del bilancio ora si ritrovano a pagare questo ulteriore aggravio senza che migliorino i servizi offerti all’utenza”.
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