COLDIRETTI, ALL’AQUILA NAUFRAGATO IL MERCATO COPERTO DI CAMPAGNA AMICA


L’AQUILA – È naufragato all’Aquila – dopo appena otto mesi di vita – il mercato contadino Campagna Amica di Coldiretti.

Aperto nel luglio 2018, ha chiuso i battenti nel marzo scorso, rappresentando un fallimento per la più grande associazione di rappresentanza dell’agricoltura che lo aveva voluto nonostante lo scetticismo degli stessi operatori ai quali poi sono demandati onori, ma soprattutto oneri, di gestione.

Attivo pochi giorni a settimana e solo in determinate fasce orarie, il mercato coperto che aveva trovato sede nel quartiere Torretta, in un luogo strategico della città su un’importante asse viario, da quanto si apprende è stato costretto a chiudere a causa della distanza tra Coldiretti e associati.

Per questi ultimi, infatti, agricoltori e allevatori, mantenere aperto un punto vendita, seppur condiviso con altri associati, rappresenta un impegno gravoso visto che le energie di quelle che nella maggior parte dei casi sono piccole aziende, sono concentrate nella gestione quotidiana delle attività, che richiedono impegni costanti nelle coltivazioni piuttosto che nella cura del bestiame.

L’associazione, dal canto suo, non sembra contribuire ai costi, né al sostegno delle aziende nei momenti di difficoltà, come quelli che sono state costrette ad affrontare e a superare le decine di aziende dell’aquilano, alle prese prima con il terremoto e poi con emergenze come quella della nevicata del 2017.

Presentato in pompa magna dai vertici della Coldiretti, il mercato coperto dell’Aquila nelle intenzioni doveva sancire il “percorso di crescita della rete di Campagna Amica che punta a valorizzare il prodotto agricolo e la filiera corta rispettando le necessità dei consumatori più esigenti”.

Con ben 17 produttori agricoli presenti, si prefiggeva di essere “un punto di alta socialità tra chi produce e consuma ma anche per coloro che credono nella rinascita di tutta la provincia aquilana a partire dalla città capoluogo di regione”, ma l’epilogo a cui è andato presto incontro non rappresenta altro che l’essenza di un’organizzazione da molti considerata matrigna e poco concreta.

D’altro canto, se produzioni di eccellenza del territorio si sono salvate dalle varie sciagure che l’Abruzzo interno ha subìto negli ultimi anni, lo si deve esclusivamente alla determinazione e al coraggio di agricoltori, allevatori e imprenditori, più o meno piccoli. E quasi mai a grandi organizzazioni che assomigliano sempre più a pachidermici apparati burocratici che su quelle prelibatezze appongono solo il proprio blasone. (m.sig.)