Da Salsedine la cucina torna ad essere semplice e autentica, ma contemporanea
FRANCAVILLA AL MARE – Il rintrocilo, con seppie, ferfellone e pane croccante, anticipato dal polpo gentile in doppia cottura adagiato su una purea di fave di Francavilla, e dalla tagliatella di seppia di Francavilla, cipolla e peperoncino.
Sono questi alcuni dei piatti in carta da Salsedine, il ristorante della famiglia Rocco aperto nel locale/stabilimento balneare che per anni ha ospitato Drago Verde a Francavilla al Mare (Chieti).
La pasta tipica soprattutto della zona frentana, di cui è originaria Rosanna Marfisi, mamma di Alessandro e Andrea Rocco, che conducono il ristorante, è stata al centro di un percorso degustazione proposto da Salsedine, nell’ambito del press tour Costa, l’Abruzzo vista mare, due giorni immersivi lungo la costa abruzzese, partendo da Francavilla fino ad arrivare alla Costa dei Trabocchi, tra mare, gastronomia e identità territoriale.

“Dopo tanti anni di investimento, con il restyling del locale e l’apertura del ristorante di pesce”, rivela Alessandro a Virtù Quotidiane, “ci siamo detti che è il momento di confrontarci e capire anche attraverso una stampa specializzata se il filone della tradizione in chiave contemporanea è la strada giusta. Ci siamo prefissati un obiettivo nel nostro progetto: cucinare bene, mantenendo la tradizione, fare ricerca spingendo sul territorio. Abbiamo accolto i giornalisti nazionali e abbiamo voluto raccontare un pezzo d’Abruzzo, a cominciare dalla cucina del territorio”.
Rilevato nel 2014, lo stabilimento vede oggi impegnata tutta la famiglia Rocco, con Alessandro, che si occupa della gestione e dell’amministrazione e il fratello Andrea, di cinque anni più giovane, a guidare la cucina dopo diverse esperienze in vari ristoranti.
Salsedine nasce come un luogo dalla duplice anima. La prima è quella del ristorante di pesce, aperto tutto l’anno, che ha fatto della tradizione la chiave della sua contemporaneità.
Il menù è un racconto del territorio, partendo dal pescato locale, soprattutto dell’Adriatico, tra Pescara, Francavilla e Molfetta, sempre freschissimo che si coniuga a frutta e verdura rigorosamente del territorio. “Niente mango sulle tartare”, precisa ironicamente Alessandro, “perché di certo non è un frutto abruzzese”, mentre invece trova spazio una vera e propria macedonia di frutta con acqua di mare e gin al rosmarino.
Il menù anche un racconto di autenticità e di un concetto di cucina dove la semplicità e il ritorno alle origini non significano proporre qualcosa di vecchio e demodé. Non è un caso che da Salsedine il pesce al forno torna ad essere servito al carrello, proprio come succedeva una volta, in un armonico contrasto con un ambiente e una visione moderni.

L’altra anima è quella della pizzeria, affidata a Gianluca Romoli. La sua è una pizza contemporanea, un viaggio tra proposte classiche e altre più audaci, ma sempre governate da accostamenti equilibrati e convincenti. Anche qui entrano ingredienti del territorio, e materie prime selezionatissime da tutta Italia. E poi c’è il binomio con il mare, che racconta di una sintonia perfetta con la cucina del ristorante di pesce.
Tra le pizze in carta e proposte in un’altra tappa del press tour, un percorso degustazione tutto dedicato alla seconda anima di Salsedine, spicca Salumi del Mare, con protagonisti tonno o pesce spada lavorati a tutti gli effetti come fossero salumi, sottoposti ad affumicatura direttamente in cucina per poi essere affettati esattamente come si farebbe con un prosciutto.
Con sapienza vengono accostati al vegetale e appoggiati sulla focaccia che sa essere croccante e morbida al tempo stesso. Cotta al punto perfetto, leggera e digeribile.

Il percorso che Salsedine ha voluto proporre nel press tour è stato sì nel gusto del ristorante, ma pure un’immersione del territorio, con tappa nell’azienda agricola Trappeto di Caprafico a Casoli, dove l’azienda Masciantonio produce l’olio partendo da circa seimila ulivi: la metà ultrasecolari, piantati a partire dal 1874, e l’altra metà più giovani, messi a dimora nel secondo dopoguerra.
E poi ancora sulla Costa dei trabocchi, con sosta alla Chiave sul Mare, il trabocco che fa parte del grande gruppo che conta gli hotel Chiave dei Trabocchi (a San Vito chietino) e Chiave Bianca (a Miglianico) di Marfisi Carni.
“Siamo stati molto contenti di ospitare i giornalisti nazionali e di presentare il progetto Saldedine” dice ancora Alessandro Rocco, “di raccontare loro il nostro territorio, attraverso i nostri piatti. La partnership con la Chiave del Mare e con Tommaso Masciantonio si è rivelata vincente, perché i giornalisti sono rimasti colpiti dall’ospitalità e dall’esperienza vissuta sul trabocco e dall’ottimo olio di Masciantonio”.


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