COLLEMAGGIO MONUMENTO SIMBOLO, ALL’AQUILA PICCO DI TURISTI TRA SETTEMBRE E OTTOBRE


L’AQUILA – Picchi di presenze tra settembre e ottobre, con un quinto dei turisti provenienti dall’estero, circa la metà dalla provincia e il 29 per cento dal resto d’Italia.

È la fotografia scattata dal Polo museale dell’Abruzzo nel corso del 2019, attraverso la somministrazione di questionari anonimi, nell’ambito del progetto “L’Aquila Città d’Arte”, iniziativa formativa dedicata alla comunicazione del patrimonio culturale, alla luce di quanto è stato realizzato in dieci anni di riorganizzazione e valorizzazione dei beni artistici della città.

I dati raccolti sono stati analizzati ed elaborati ai fini di ottenere informazioni significative in relazione all’andamento turistico nell’arco di 8 mesi (maggio-dicembre 2019).

Il turista arrivato all’Aquila risponde al seguente identikit: arriva in cerca di relax, cultura e sport, è in gran parte over 50 e non era mai stato prima in città, o se ci era stato la presenza risale a prima del 2009, e nella stragrande maggioranza dei casi è arrivato con la propria automobile. Non a caso, secondo il 43,84 per cento degli intervistati, a dover essere migliorati sono proprio i trasporti pubblici. Anche se, tra i suggerimenti, figurano pure l’accessibilità delle informazioni e gli orari e le aperture.

Grande successo per il patrimonio culturale, considerato soddisfacente dall’83 per cento dei turisti arrivati all’Aquila e che hanno risposto al questionario.

Santa Maria di Collemaggio è senza dubbio il monumento simbolo per il 38,8 per cento, seguita dalla Fontana delle 99 Cannelle e dalla Fontana Luminosa. All’ultimo posto, nonostante il clamore mediatico dovuto al terremoto, la Chiesa delle Anime Sante.

Sulla comunicazione deve senz’altro lavorare il Museo nazionale d’Abruzzo, considerando che il 68,21 per cento degli intervistati non conosce la nuova sede del Munda nei locali dell’ex Mattatoio, a Borgo Rivera.

L’attività di monitoraggio ha tuttavia fatto emergere degli aspetti interessanti sulla città dell’Aquila: il contrasto fra il giudizio del cittadino, decisamente più severo e puntuale, rispetto a quello positivo e piacevolmente colpito del turista.

“A conclusione di un anno particolarmente impegnativo per il decennale del sisma, che ha visto una serie di iniziative da parte del Polo museale dell’Abruzzo grazie all’erogazione di fondi da parte del Ministero-Direzione generale Musei, voglio esprimere la mia soddisfazione per l’impegno speso misurabile, ma solo in parte perché alcune gratificazioni escono dai paradigmi numerici, con l’aumento nel 2019 dell’afflusso dei visitatori al Munda”, ha detto Lucia Arbace, direttore del Polo, illustrando i dati.

“Forte è stato l’apprezzamento per le mostre e le iniziative messe in campo da aprile a dicembre. Il registro delle presenze è pieno di commenti fra stupore e meraviglie per una inaspettata bellezza, nascosta fra le pieghe della nostra città, per un’arte abruzzese così suggestivamente rappresentata nel nostro museo – ha aggiunto – . Ricordo la sottoscrizione della card che ha dato la possibilità di ‘abbonarsi’ e visitare gratuitamente il museo tutto l’anno, con la riduzione al 50% negli altri musei abruzzesi, la diffusione delle bag e di gadget, della richiestissima mappa cittadina, le 5 mostre capofila: San Sebastiano-la seduzione dell’arte e della poesia; Balli d’amore-tarantello e saltarello tra colto e popolare; la Madre Generosa-dal culto di Iside alle Madonne Lactans; La musica degli angeli-l’Abruzzo terra di antiche sonorità; Senza Polvere-il ritorno all’Aquila di opere dai depositi (ancora in corso), oltre alla pubblicazione di cataloghi, volumi, incontri settimanali per il ciclo ‘Vive l’arte a L’Aquila’, conferenze e altro ancora”.

“L’Aquila è stata una città dinamica”, ha fatto osservare la Arbace, “si è mossa con energia e ha parlato a tutta l’Italia, si è posta all’attenzione nazionale grazie ad una rete di contatti e prestiti che hanno coinvolto molti dei maggiori soggetti che operano nell’ambito della cultura, tracciando una rete di contiguità che è importante non perdere”.

“Sempre nell’ambito del progetto L’Aquila città d’Arte è stato possibile impiegare giovani laureate selezionate che hanno monitorato il gradimento dei turisti nella nostra città per otto mesi, accogliendo i turisti stranieri e diffondendo moduli anche in lingua inglese. Dalle schede, che perlopiù mostrano un importante consenso, voglio però soffermarmi sulle criticità emerse: la più importante riguarda i trasporti”.

“La difficoltà di muoversi e raggiungere per esempio il Museo, di fronte le 99 cannelle, o la meravigliosa Piana di Campo Imperatore, le incredibili permanenze di chiese medievali, Bominaco, Santa Maria ad Cryptas a Fossa, i castelli o i tratturi la cui narrazione ha molteplici e variati aspetti antropologici, culturali, paesaggistici, gastronomici di fascino unico e, ripeto, inaspettato”.

“Implementare in questo senso l’offerta di pacchetti turistici, interfacciandosi con gli operatori del settore potrebbe sicuramente agevolare la conoscenza di un territorio che riserva così tante sorprese e meraviglie”, ha aggiunto la Arbace.

“Altra annotazione riportata dai turisti è la plastic free e city green. Una visione ecologica di una città che voglia avere un circuito turistico non può ormai prescindere da un’etica sempre più urgente in una città, fra l’alto in fieri, è bene ricordarlo. Ultimo punto è la comunicazione. Giovane, agile, social attraverso canali che andrebbero sicuramente potenziati”, ha concluso la direttrice del Polo museale.

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