COLTIVAZIONE DEGLI ORTI E QUARANTENA: COSA SI PUÒ FARE? ARRIVANO I CHIARIMENTI DI MARSILIO


L’AQUILA – Ieri abbiamo scritto dei dubbi riguardo l’ordinanza del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, rispetto a una pratica hobbistica che riguarda migliaia di abruzzesi: la coltivazione degli orti.

In seguito all’articolo di Virtù Quotidiane e alla richiesta di chiarimenti del consigliere regionale di opposizione Pierpaolo Pietrucci, la giunta regionale ha emanato nel pomeriggio l’ordinanza numero 37, con la quale Marsilio ha voluto chiarire il punto sullo spostamento delle persone in relazione alla coltivazione degli orti.

Nell’ordinanza precedente Marsilio specificava che l’attività è consentita per “interventi urgenti”, anche finalizzati “alla manutenzione e alla prevenzione di danni all’incolumità personale e al patrimonio arboreo naturale”, sempre nel rispetto delle misure di contenimento del contagio da Covid 19.

Per “prevenzione di danni all’incolumità personale e al patrimonio arboreo naturale“, specifica ora il governatore, si intendono ad esempio “gli interventi di potatura, spalcatura, taglio rami pericolosi o che ostruiscono la visibilità o la viabilità stradale, abbattimento piante malate o morte o pericolose per l’incolumità pubblica nonché l’attività di pulizia degli argini dalla vegetazione spontanea che impedisce il corretto drenaggio delle acque”.

Meno esplicito, invece, il chiarimento rispetto alla “manutenzione di orti e vigneti“, la frase che ha suscitato grande interesse nelle ultime 48 ore, a causa dei suoi effetti sullo spostamento delle persone, soprattutto in questo periodo dell’anno. Nella nuova ordinanza Marsilio specifica che per “manutenzione” si intendono “gli interventi colturali normalmente svolti nella stagionalità in atto e dunque ‘urgenti‘ per il periodo temporale di riferimento”.

Una sorta di autorizzazione alla coltivazione stagionale, senza però mai citare esplicitamente la parola, che confliggerebbe con i Decreti nazionali.

Inoltre, in questa misura sono “ammessi gli interventi dettati da esigenze di sostentamento familiare da parte di agricoltori non professionali”.

Per tutte queste attività è consentito lo spostamento nel solo ambito regionale – quindi si può andare oltre il proprio territorio comunale – da un massimo di due componenti dello stesso nucleo familiare e al massimo per una volta al giorno, con rientro in giornata nel punto dal quale si è partiti.

Inoltre, per quanto riguarda le cosiddette “seconde case” valgono i Decreti nazionali, ossia il divieto allo spostamento presso una casa di proprietà che non sia la dimora attuale.

Anche se rimane ambigua per alcuni suoi aspetti, la Regione ha insomma chiarito che si può andare anche fuori il proprio territorio comunale, anche in coppia, a coltivare per hobby il proprio orto.

Ma non solo: i chiarimenti interpretativi dell’ultima ordinanza, inoltre, lasciano una certa discrezionalità alle forze dell’ordine preposte al controllo degli spostamenti, esponendo i cittadini a eventuali sanzioni.

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