FAGNANO COME IN UNA FAVOLA, CERVI A PASSEGGIO A CASTELLO E RIPA


FAGNANO ALTO – Sono rimasti estasiati dalla potenza della natura, alcuni abitanti di Fagnano Alto (L’Aquila), quando alcuni ospiti inattesi si sono presentati in due delle dieci frazioni che formano il paese e precisamente a Castello e a Ripa, davanti alla sede della Pro loco Fagnanese.

Si tratta di almeno quattro cervi, tra cui sicuramente due maschi adulti, che hanno trovato erba, foglie e cespugli da mangiare e tranquillità, tornando più volte a far visita alla Pro loco ed emozionando i residenti che casualmente si sono trovati ad assistere a una scena del genere, lo spettacolo che ogni avvistamento di un animale selvatico porta con sé.

Gli scatti di Antonio Manna da Castello e di Antonello Dox dalla Pro loco raccontano più di mille parole: parlano di un luogo fiabesco, l’Abruzzo interno, pieno di difficoltà e che si spopola, ma dove, proprio per la sua autenticità, sa regalare emozioni che fanno battere il cuore e tremare le mani di chi è riuscito, in silenzio e senza invasioni, a fermare in un’immagine lo stupore.

“Un segno”, dicono a Virtù Quotidiane dalla Pro loco Fagnanese, “un incoraggiamento a continuare nella strada faticosa che abbiamo intrapreso pochi anni fa, che ci vede votati a proteggere questo territorio, una strada fatta di pulizia e valorizzazione di sentieri, di studio continuo in qualità di punto informativo del Parco regionale Sirente Velino, grande traguardo e punto di partenza al tempo stesso. Siamo immersi in un’area protetta che tale deve restare se vogliamo mantenere la nostra biodiversità unica al mondo”.

E in effetti, tanti sono i simboli intorno alla figura del cervo. Dalla mitologia alla religione, il palco che cade – e che uno dei maschi arrivati a Fagnano ha perduto proprio davanti alla sede della Pro loco, come testimoniano le immagini – è il simbolo del rinnovamento continuo della vita, della purezza e dell’innocenza.

Oggi è sinonimo di un ambiente naturale sano, privo di fonti di inquinamento che possono disturbare gli animali selvatici e privarli dei loro habitat, come troppa luce o troppo rumore.

“Il fatto che siano tornati in più occasioni e nell’arco di pochi giorni vuol dire che qui trovano il giusto rispetto e il giusto distacco dall’uomo”, proseguono dalla Pro loco. “Dalle finestre della nostra sede, la sera al buio, è possibile aspettare e, se si è fortunati, eccoli che arrivano. E l’emozione è enorme”.

È necessario, in casi come questi, ricordare che lo spettacolo della natura può rimanere tale solo se viene coniugato a maggiore rispetto, a più consapevolezza e conoscenza insieme a poche e basilari regole da mettere in pratica come osservare in silenzio, non toccare i cuccioli in caso di incontri ravvicinati, non dare da mangiare ad animali in difficoltà ma chiamare le autorità preposte.

Il rispetto per la vita, in ogni forma in cui essa si manifesti, è tutto per godere della meraviglia che la natura offre. Luisa Di Fabio

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