IL MARKETING VALE DI PIÙ DI QUELLO CHE C’È NEL PIATTO, L’ESEMPIO DI PESCARA


PESCARA – L’esperienza ristorativa esce dalle mura dei locali e si espande oltre il momento del pranzo o della cena. Prosegue via mail, sui cellulari tramite WhatsApp con messaggi personalizzati, contenenti offerte, omaggi, inviti esclusivi, aggiornamenti sulle novità in menù. Ma pure ringraziamenti per aver scelto proprio quel ristorante e sondaggi per migliorare il servizio.

Sono sempre di più le attività della ristorazione che adottano strategie di marketing per fidelizzare i propri clienti. E molto spesso queste azioni assumono un peso che vale anche di più della effettiva esperienza culinaria.

Da alcuni anni, alle spalle di molte, in tutta Italia, c’è un’unica regia. Quella di “Pienissimo”, il progetto di marketing della ristorazione ideato da Giuliano Lanzetti, titolare di uno dei i locali più famosi d’Italia, il Bounty a Rimini da 700 posti a sedere, adottato da più di mille ristoranti in tutta la penisola.

In Abruzzo sono 51 le attività gastronomiche che hanno scelto di affidarsi al modello Lanzetti, per lo più tra ristoranti di pesce, hamburgerie gourmet e sushi. Il grosso è concentrato nella provincia di Pescara. E infatti cos’hanno in comune i locali pescaresi Pesciolillo, Bespoke e Piada Piave? Sono proprio nell’ordine, attualmente, alle prime tre posizioni della classifica dei 10 migliori locali del capoluogo adriatico per TripAdvisor. E tutti e 3 hanno scelto il metodo Pienissimo Pro, la piattaforma che aiuta i ristoratori a gestire l’agenda in modo elettronico, ma anche a tenere un filo diretto con i propri avventori.

Oltre al sistema gestionale, Lanzetti ha puntato tutto sulla formazione: il modello infatti prevede corsi di formazione per il ristoratore, per il personale, a livelli diversi, digitali e live, che pure in pandemia hanno fatto numeri da capogiro, con duemila partecipanti alla volta, incentrati su marketing, risorse umane, per camerieri venditori, o per formare il titolare insieme a un membro dello staff per rendere quest’ultimo formato al 100 per cento a sostituire il primo.

“Tutto è nato dalla mia esperienza diretta – racconta Lanzetti a Virtù Quotidiane –. Avevo la necessità di riempire il mio ristorante tutte le sere. Facevo già azioni marketing, ma utilizzavo degli strumenti diversi: l’autoresponder per le mail, gli sms con un altro metodo, i questionari e le fidelity con altri ancora. Dopo aver applicato al Bounty determinate strategie, mi sono accorto che funzionavano e ho capito di aver creato proprio un metodo”.

Lanzetti traduce tutto in un software, sviluppato ad hoc, che dal 2016 vende ai ristoratori, con cui di fatto possono gestire ogni operazione tramite un tablet.

“Il sistema fa marketing, profilazione del cliente – continua l’amministratore delegato di Pienissimo -. Posso sapere se un cliente è venuto una, due o dieci volte. Se ha famiglia, cosa mangia e tutto questo, con una buona programmazione e una buona strategia di marketing, dà un vantaggio al ristoratore quasi sleale. Già avere i contatti, profilati e in questa quantità è uno strumento che ha permesso a molti locali, anche in pandemia di crescere e lanciare servizi, come ad esempio il delivery, magari non avendolo mai fatto”.

Tutti i contatti nel caso di Pienissimo vengono presi nel rispetto delle norme sulla privacy, dal momento che il cliente decide, talvolta con leggerezza, quale dato lasciare e che informazioni ricevere. Capita spesso, però, che alcuni ristoratori per loro scelta esagerano nel quantitativo di comunicazioni da inviare, ottenendo l’effetto contrario.

“Oggi siamo al 50 per cento delle possibilità di sviluppo della piattaforma – ammette Lanzetti – . Abbiamo creato un centralino, che si chiama Voice pro, in grado di raccogliere in automatico le prenotazioni, h24, inserendole direttamente su un tablet. Diamo la possibilità al cliente con il suo cellulare, di scaricare il menù al tavolo, chiamare il cameriere dal tavolo, fare l’ordine o chiedere il conto. Ora stiamo collegando la piattaforma al gestionale della cassa, in questo modo otteniamo anche i dati di spesa del cliente, che ci consentono di aprire nuove analisi e dare un valore economico. Siamo partiti dalle prenotazioni, ma la rivoluzione è di trasformare il ristoratore, che oggi come oggi è sempre oberato di mansioni tecniche, in un imprenditore che sappia riempire il suo locale”.

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