IL MISTERO DEL SANGUE NEL FIUME ATERNO

foto Walter Lapenna

L’AQUILA – Il fiume Aterno nasconde un truculento mistero. Sin dai tempi dei romani questa sua caratteristica era stata posta sotto stretta osservazione. Il più potente esercito dell’antichità attendeva che il corso d’acqua scorresse limpido prima di dare il via alle battaglie.

Ad essere monitorato era proprio il tratto di fiume che attraversa la Valla Subequana.

Qui, le acque potevano tramutarsi in “onde sanguigne per pronosticare il sangue che a breve sarebbe stato versato”.

Una proprietà che aveva fatto ribattezzare il fiume come l’Aterno Sanguinoso e quando il fenomeno accadeva, non era il caso di avviare guerre.

Sulla questione si sono interrogati storici come Tito Livio e archeologi del calibro di Giulio Ossequente, mentre lo stesso Cicerone si trovò a rispondere ad una interrogazione fattagli nel Sanato Romano che diceva: “Un fiume bruttato di sangue era corso al mare”.

Insomma, il fiume Aterno, o meglio “Aterno Sanguinoso”, molto probabilmente, ha influito anche nel far prendere alcune decisioni ai romani.

La leggenda, però, ha un vero e proprio fondo di verità. Infatti, il corso d’acqua poteva e può diventare denso e rosso e sciabordare mulinelli di sangue da fare impallidire gli ascensori del famoso film Shining di Stanley Kubrick e ridicolizzare le pozze di plasma del terrificante Profondo Rosso di Dario Argento.

A porre un freno alla truculenza del fiume ci ha pensato fortunatamente il Barone Durini che nel suo saggio Dell’Aterno Sanguinoso, pubblicato nel 1839 afferma: “L’Aterno, scorrendo per la Valle Amiternina ha sempre le acque limpide, e solo nella Valle Subequana diventa rosso sangue a causa dell’alto ed esteso strato di ocra ferruginosa”.

“Nelle discrete e mediocri piogge”, continua lo studioso, “la creta argillosa, non si lascia facilmente trasportare, ma se poi dirotta e procellosa pioggia impetuosa cada sulle colline, l’urto del cadere ne sconvolge la superficie delle terre ed i rivoli e scoli che allora si formano trasportano grosse quantità di quella creta ocreacea … e così imboccando nell’Aterno ne tingono le acque. Questo fatto”, conclude il Barone, “spiega onde non avvenga che di frequente l’Aterno essendo sanguinoso, ma ben raramente, ebbe a sembrare un prodigio. Giacché è necessario, perché ciò accada, che dirottissima e rovinosa pioggia cada nella Valle Subequana”.

Un fenomeno naturale dunque che ha fatto balzare il fiume Aterno all’attenzione di illustri personaggi storici. Il mistero risolto lascia sullo sfondo una sensazione di fascino che solo la natura selvaggia dell’Abruzzo poteva e può regalare. (fed.cif.)