LA FILIERA DEI PRODOTTI DI NICCHIA PER RILANCIARE IL CENTRO ITALIA TERREMOTATO


AMATRICE – Sviluppare la filiera agroalimentare di comparti di nicchia, come la canapa e del latte ovicaprino. Puntare sulla bellezza del territorio e dei borghi dell’area dell’Appennino centrale sviluppando il mercato della sharing holiday delle seconde case.

Ricreare le competenze artigianali per la lavorazione delle calzature per il mercato dell’extra lusso, con un’Accademia pubblico-privata per la formazione.

Sono alcune delle attività che potrebbero essere sviluppate con successo per invertire il declino economico delle aree colpite dal terremoto in Centro Italia, proposte da Nomisma, società di consulenza fondata da una serie di economisti, che ha compiuto un’analisi delle necessità e uno studio di fattibilità col progetto “Ripartire dopo il sisma”.

“Abbiamo un territorio interessato dallo spopolamento già prima del terremoto – osserva il presidente di Nomisma, Piero Gnudi – se non riusciamo ad attrarre e a far ripartire l’economia, queste zone del Paese ne giro di pochi anni saranno completamente spopolate”.

“Abbiamo analizzato le vocazioni del territorio, identificato una serie di progetti che possono essere realizzati, e sondato gli imprenditori che possono essere interessati a dar vita a questi progetti. Quindi – precisa Gnudi – facciamo da intermediario e da promotore. È un lavoro concreto, non un’analisi astratta dei fenomeni, che poi rimane nel cassetto”.

“Io credo che le istituzioni abbiamo deciso in via ultimativa che ricostruiamo – dice il commissario per la ricostruzione Paola De Micheli, facendo appello ad avere “fiducia” -. L’uomo deve continuare a gestire quei territori meravigliosi, dare la possibilità alla prossime generazioni di poterne godere in condizioni migliori che prima del terremoto. Noi ricostruiamo ma se non ci va nessuno a vivere e a lavorare abbiamo perso”.