LA MAGIA DELLA SICINNIDE SULLE STRADE DEL VINO

foto Federico Cifani

SECINARO – Le strade del vino attraversano la valle Subequana ispirando i riti legati alla dea Sicinna, il cui culto, in borghi come quello che attualmente è conosciuto come Secinaro è arrivato fino al IV secolo dopo Cristo.

Una danza rituale e orgiastica, in un contesto di inversione sociale che vede per protagonisti satiri e mènadi, le figure più vicine al dio Dioniso, la cui mitologia è da sempre simbolicamente legata al vino rosso.

Come racconta il giornalista Federico Cifani, nel suo blog Tempo liberato, della dea Sicinna, spesso scambiata  per la sorella maggiore della dea Pelina, si sa che gli antichi abitanti della valle le dedicavano riti a sfondo orgiastico. Il più conosciuto di questi era appunto la danza della Sicinnide. Una danza che svolgeva al suono di un flauto e nell’esaltazione generale, agevolata proprio dal vino.

(foto Federico Cifani)

“Satiri ubriachi ballano alla ricerca di uno sfogo per la loro eccitazione”, racconta Cifani. “Mènadi cercano di fuggire per poi essere prese. Tutt’intorno il suono folle di flauti e tamburi che fanno aumentare l’eccitazione e l’esaltazione. Sono questi i pochi frammenti dei misteri legati alla dea Sicinna”.

Poi, come ricorda lo stesso Cifani, il consolidarsi della religione Cristiana all’interno dei luoghi di potere dell’Antica Roma ha messo fuori legge questo rito e Menadi e Satiri sono stati dimenticati dentro i boschi dove probabilmente continuano a vivere.

Solo che gli uomini si sono distaccati dalla terra che li ospita e non riescono più a vederli, forse. Gli dei del bosco però, sono tornati in un giorno di qualche tempo fa a riempire proprio il sagrato della chiesa di Secinaro.

“Qui, un gruppo di donne vestite con tonache bianche, sotto la guida della facoltà di Psicofisiologia della Sapienza di Roma, hanno ripreso a danzare al suono di flauti. All’inizio, con calma, hanno inscenato movimenti ispirati alla rinascita agitando dei rami verdi e coprendosi tra loro. Poi con il suono dei tamburi, sono arrivati gli attori travestiti da Satiri che si sono avvicinati alle donne per mimare il ballo rituale della Sicinnide”.

“La danza – continua Cifani – ha riscosso un certo successo dato che i molti presenti sono rimasti affascinati dall’esibizione”.

“Non solo. In molti, hanno potuto apprendere nozioni di un tempo remoto quanto gli uomini erano a stretto contatto con la terra e gli altri abitanti. Uno spirito che date le continue aggressioni all’ambiente sarebbe il caso di riscoprire”.