LA RIVOLUZIONE VERDE DI NEIOS, LA START UP SULL’AGRICOLTURA FONDATA DA TRE CERVELLI ABRUZZESI

L’AQUILA – Neios, una parola che in greco antico significa maggese, la terra pronta ad ospitare il seme, è il nome della start up dedicata all’agricoltura, una rivoluzione verde tutta abruzzese, all’avanguardia, innovativa, all’insegna dell’economia circolare, della smart farming ovvero l’agricoltura di precisione che consente di ottimizzare produzioni e risorse, della comunicazione in rete tra agri utenti.

Neios nasce grazie alle capacità e alle idee di tre giovani abruzzesi, tre “cervelli green” che hanno deciso di dare un nuovo impulso al sistema agricolo abruzzese. Parliamo di Antonio Pensa, 28 anni, di Tagliacozzo (L’Aquila), laureato in ingegneria ambientale all’Università dell’Aquila e vincitore di un concorso regionale con il quale ha conseguito un master in sviluppatore di start up digitali, Giovanni Farchione, 30 anni, originario di Popoli (Pescara), una laurea in economia e Carlo Palermo, di Roseto degli Abruzzi (Teramo), 34 anni, laurea in storia ma un “luminare” in informatica da autodidatta, vincitore con un suo progetto di un premio sull’utilizzo dei dati satellitari.

“Abbiamo deciso di verticalizzarci sull’agricoltura – rivela Antonio a Virtù Quotidiane – perché tutti e tre, direttamente e indirettamente, deriviamo dal mondo dell’agricoltura. In particolare la mia famiglia ha un’azienda agricola con sede a Tagliacozzo, Cooperativa La Villa. È da qui che nasce la mia passione per questo settore”.

È proprio lavorando nell’azienda di famiglia che Antonio riscontra alcuni problemi di settore, come la gestione delle informazioni, la difficile acquisizione di mezzi e macchinari agricoli a causa dei costi inaccessibili, la scarsa capacità di dialogo all’interno del settore primario, scetticismo e diffidenza tra coloro i quali dovrebbero fare squadra invece che concorrere.

Questi i presupposti della nascita di Neios che si divide in tre settori dedicati all’economia circolare, alla smart farming e alla rete on line d’impresa, Agrivoice.

Il primo settore di riferimento è dedicato all’economia circolare, circular economy “un sistema che permette di noleggiare attrezzature e mezzi agricoli tra privati – spiega Antonio – con la partnership di un’assicurazione capace di garantirne il perfetto uso da un lato e la sicurezza di utilizzo per chi lo noleggia dall’altro”.

Il concetto fondamentale alla base della circular economy è quello della rotazione culturale delle lavorazioni sui terreni, della ciclicità del territorio cui si effettuano le stesse lavorazioni ma in periodi diversi della stagione. Oggi nel mondo agricolo sono necessari un numero e una varietà di macchinari tali da rappresentare una spesa importante per i professionisti delle aziende agricole, attrezzature molto costose, parliamo anche di centinaia di migliaia di euro, che si utilizzano in modo intensivo ma solo in periodi ristretti dell’anno, a volte anche solo due settimane. Ecco perché noleggiare rappresenta un vantaggio per tutti.

Il secondo settore strutturato si chiama Agrivoice, si tratta di un sistema di reti d’impresa on line che permette una maggiore competitività nei mercati mettendo in comunicazione tutti gli agricoltori e gli imprenditori che decidono di dialogare, magari in fase di acquisto.

“Se devo comprare una partita di mais – ipotizza l’ingegnere ambientale – mi rivolgo alla casa produttrice in rete, la quale mi manda il suo rappresentante per la contrattazione dell’ordine. Con altre aziende vicine, ad esempio, si può effettuare un unico ordine per abbattere le onerose spese di spedizione. L’operazione di acquisto è garantita dalle recensioni degli agri utenti, sia produttori che case produttrici”.

Il terzo settore riguarda lo smart farming ed è quello a più alto contenuto tecnologico. Si tratta del monitoraggio delle colture attraverso sensori satellitari ideati e predisposti proprio da Neios.

“Un sistema ibrido che abbiamo creato attraverso un algoritmo con lo scopo di offrire un unico servizio capace di rilevare le informazioni sia dal satellite che dai sensori. Un sistema – spiega – che produce report sull’umidità, sull’avanzamento della crescita, sulla percentuale di clorofilla, informazioni necessarie per ottimizzare il processo di produzione e quindi garantire un risparmio per l’impresa agricola soprattutto nel consumo delle risorse idriche. I sistemi di monitoraggio attualmente utilizzati dal mercato rilevano dati solo parzialmente e in modo separato”.

“Una risposta alla crisi ambientale del pianeta, nel nostro piccolo e sulla scia della ormai famosa Greta Thumberg che ha sensibilizzato su questo tema i grandi della Terra – dice orgoglioso il fondatore di Neios – . Con la smart farming si ottimizzano costi e risorse, soprattutto quelle idriche. Un’azienda locale ha risparmiato in un solo anno il 44 per cento dell’acqua utilizzata per irrigare. Una cifra importante anche in termini economici”.

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