LA SFIDA DELLA PRO LOCO FAGNANESE PER RIDARE VITA AI BORGHI DELLA VALLE SUBEQUANA


FAGNANO ALTO – Vulcaniche, travolgenti, piene di sogni, idee e progetti. Sono Cristina De Matteis e Katia Bertoldi, vice presidente e segretario-tesoriere della Pro loco di Fagnano Alto, una realtà nuova, in crescita, giovane e piena di aspettative per il futuro dell’intero territorio della valle Subequana.

Sono loro che raccontano a Virtù Quotidiane come la Pro loco è ripartita e cosa intende creare per tutta la comunità. Insieme a loro, ad animare l’associazione di volontari, il presidente Walter Franco Rosa, fagnanese doc e “vera colonna portante”, commenta De Matteis, e i consiglieri Gianfranco De Crescentis, Serena Sablone, Roberta Grasso, Davide Fattore, Elvidio De Matteis, Federica Tosone, Claudio Zaffiri, Vincenza Cipriani, Filippo Cipriani, Deborah Asprini, Marcella Pompeani, Giada Bologna.

Tanti i valori che dal 2014, anno del primo rinnovo del direttivo post-sisma, la Pro loco ha deciso di mettere in campo per un cambio di rotta: “Sviluppo, conoscenza, valorizzazione e protezione del territorio, fertile sotto ogni punto di vista, i cui abitanti devono essere sensibilizzati attraverso momenti di convivialità mai fine a se stessi. Per questo”, come spiegano Bertoldi e De Matteis, “il faro di ogni azione deve essere la consapevolezza che il territorio in cui viviamo merita rispetto”.

Solo così sarà possibile mettere un freno allo spopolamento, che già da prima del terremoto aveva ridotto il numero dei residenti nel paese, attirare turisti dall’Italia e dall’estero, accogliere chi è emigrato durante gli anni e permettere a chi vuole restare di poterlo fare e ai bambini di crescere nella consapevolezza dei tesori che li circondano.

Obiettivo a lungo termine della Pro loco fagnanese è, infatti, ridare slancio a un territorio ricco di testimonianze storiche, architettoniche e archeologiche oltre che naturalistiche.

La ragione è semplice: Fagnano e le sue dieci frazioni, Campana, Castello, Colle, Corbellino, Frascara, Opi, Pedicciano, Ripa (sede della Pro loco), Termine e Vallecupa, sparpagliate in un territorio vasto circa 25 chilometri quadrati, sono immersi nella vastità del Parco naturale regionale Sirente Velino ma si trovano a soli 15 minuti da L’Aquila, offrono scenari naturali spettacolari in ogni stagione dell’anno ma hanno subìto uno spopolamento che fa contare oggi poche persone residenti.

Il rispetto, l’amore e l’attaccamento alla terra dei fagnanesi che stanno tornando alle proprie radici, sono però più forti di tutti i problemi acuiti dal sisma del 2009.

Oggi la Pro loco è ospitata in un edificio isolato immerso nel verde che esprime un insieme di stili a testimonianza della sfida che i volontari di Fagnano hanno raccolto, fare cioè propria la tradizione, imprescindibile per rivolgere lo sguardo al futuro e contaminarla con le odierne istanze della comunità.

Interessante la storia del mobilio presente nella sede in quanto molti oggetti sono stati donati dai residenti, mentre molti altri sono stati acquistati grazie al capo del campo della protezione civile che stazionò a Fagnano dopo il terremoto, Aldo Baia che, insieme a uno stabilimento balneare di Gaeta, La Nave di Serapo di Fulvia Frallicciardi, promosse una raccolta fondi tramite un’asta di quadri.

Il ricavato fu donato proprio a Fagnano e utilizzato per la sede della Pro loco che, a distanza di 9 anni da quella donazione, è stata inaugurata ufficialmente il 19 maggio 2018.

È all’interno di queste mura su cui campeggia un sole che spunta dalla torre di un castello, il simbolo della Pro loco e di Fagnano, che sono nati i tanti i progetti in atto: il primo è “Il nostro territorio, conoscerlo per valorizzarlo”, che promuove una serie di incontri ed escursioni lungo l’intera valle Subequana fino a Goriano Sicoli.

Ed è nell’ambito di questo progetto che l’archeologa Barbara Di Vincenzo, di origini fagnanesi, ha scritto il libro Aufenginum, un racconto eccezionale delle frazioni di Fagnano studiate da un punto di vista strettamente tecnico, storico, architettonico e naturale che mostra ancora una volta l’infinita ricchezza culturale del territorio intorno a L’Aquila.

Questo lavoro sarà fondamentale, come emerge dalla conversazione con De Matteis e Bertoldi, in quanto esiste un patrimonio da proteggere soprattutto in vista di una futura ricostruzione che i borghi del contado aquilano affronteranno. Tutti i paesi andranno tutelati per scongiurare la deturpazione e la perdita delle testimonianze storico-architettoniche presenti.

Tra i tanti progetti, uno per ripulire i sentieri naturali di Fagnano, il campo estivo per i bambini dai 4 ai 13 anni, dal 10 giugno al 2 agosto in cui i piccoli partecipanti saranno immersi proprio nella natura che il Parco offre per attività sportive e culturali in piena sicurezza e divertimento, e ancora la collaborazione con il Centro di educazione ambientale Ilex, per la creazione dell’Associazione di Valle e della Foresta modello.

Uno dei fiori all’occhiello della Pro loco sarà reso pubblico il prossimo 13 agosto: La vita de ‘na vota, un film realizzato da Julian Civiero in cui sono confluite fotografie, immagini, testimonianze di scene di vita quotidiana del passato a cui la popolazione ha partecipato attivamente guidata nella ricerca da un filo conduttore, le feste patronali, quelle che nei decenni hanno accompagnato e scandito la vita di tanti borghi italiani.

Il film ha la pretesa di mantenere intatta la memoria storica di una delle tradizioni più arcaiche radicate nel territorio abruzzese per restituirla non solo ai giovani che abitano quei luoghi, ma anche per portare le antiche feste patronali fuori dai confini dell’Italia e richiamare i turisti alla scoperta di località uniche attraverso la forza delle immagini.

Ultima sfida, almeno per ora, che spaventa ed entusiasma al tempo stesso, è stata vinta pochi giorni fa: dopo un anno dalla presentazione della domanda, il presidente Walter Rosa ha firmato la convenzione con Igino Chiuchiarelli, commissario del Parco Sirente Velino per fare della Pro loco un punto informativo ufficiale del Parco stesso.

L’ambizione è quella di “diventare il fulcro di smistamento delle informazioni turistiche e culturali della valle a 360 gradi”, spiega Cristina De Matteis, per uno sviluppo dell’intero comprensorio che si realizza solo dove esistono consapevolezza e unione tra le diverse realtà che hanno il compito di valorizzare l’intero patrimonio.

I risultati raggiunti dalla Pro loco in pochi anni sono tanti e i suoi componenti hanno la costanza, la perseveranza, la pazienza, la consapevolezza e l’entusiasmo per porsene e raggiungerne altri. Luci accese, porte aperte, incontri di rete con tutti coloro che hanno interesse e amore per questa terra saranno momenti fondamentali per riportare la vita in luoghi per troppo tempo dimenticati.

Ci credono i membri della Pro loco fagnanese, credono nel cambio di rotta, credono nella terra in cui vivono e nei frutti che offre, credono nella necessità di insegnare e imparare il rispetto per il paesaggio e per il patrimonio storico e artistico in esso custodito. Luisa Di Fabio

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