LATTE AQUILANO IN CRISI, COI BAR CHIUSI VENDITE CROLLATE E SPECULAZIONI DA FUORI ABRUZZO


L’AQUILA – Il latte fresco della conca aquilana è in crisi e per smaltire l’invenduto si ricorre al ribasso del prezzo all’ingrosso. Il bilancio del Consorzio Camp dei produttori di latte dell’Aquila, riferito a tutto il periodo dell’emergenza Covid, dal primo al recente lockdown, registra un crollo della vendita di latte fresco di oltre il 20 per cento. Un calo della domanda riconducibile in particolare alla chiusura di bar e ristoranti che ha di fatto condizionato tutta la filiera casearia del territorio.

“Si tratta di effetti a catena – spiega a Virtù Quotidiane la presidente del consorzio Camp, Sara Ammannito – il consorzio continua a vendere il latte degli allevatori locali ai caseifici del territorio ma ne vende meno perché, con la chiusura delle attività di somministrazione, è diminuita la richiesta di prodotti freschi, come latte e derivati”.

In sostanza, la produzione degli allevatori che conferiscono il latte al consorzio è sempre la stessa, ma l’invenduto viene acquistato al ribasso da aziende di fuori regione, come spiega la Ammannito. Una “svendita” che si rende necessaria per evitare sprechi e perdite ulteriori.

Il prezzo di vendita sul mercato all’ingrosso, inoltre, determina un ribasso anche per le aziende agricole locali che per un litro di latte incassano dal consorzio solo 38 centesimi, invece dei 40 percepiti prima della pandemia, a fronte di un aumento consistente del prezzo delle materie prime, come grano e orzo.

Non si tratta di somme irrisorie se consideriamo, non solo la produzione artigianale delle piccole aziende agricole locali, ma anche il prezzo di mercato del latte già ridotto ai minimi termini, le tariffe nazionali sono tra le più basse d’Europa. Parliamo di un latte di altissima qualità, prodotto ancora artigianalmente da piccole aziende agricole già “stressate” che non possono di certo frenare la produzione.

“Come piccolo consorzio siamo costretti a svendere per non gravare ulteriormente sui nostri conferitori di latte già penalizzati dalla riduzione del prezzo di vendita. I caseifici locali, che sono i nostri maggiori acquirenti – spiega la presidente – , ci vengono incontro ma la domanda è scesa e di conseguenza anche la quantità delle ordinazioni”.

Gli acquirenti principali di latte fresco aquilano sono i caseifici Santa Teresa e Campo Felice, oltre alla latteria Da Carolina e Gina di Piazza Duomo. Il Consorzio Camp conta invece dodici aziende agricole e due allevatori associati.

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