Cronaca 28 Feb 2023 18:50

LE RICETTE SEGRETE DELLE “MONACHE PASTICCERE” DI TAGLIACOZZO E GLI INIMITABILI MOSTACCIOLI

Mostaccioli tagliacozzo

TAGLIACOZZO – Basterebbe un piccolo sforzo di immaginazione per avvertire il profumo di cacao e golose essenze provenire dal laboratorio del monastero di clausura delle monache benedettine di Tagliacozzo (L’Aquila), dove è racchiuso il segreto di antiche ricette. Bisogna andare molto a ritroso nel tempo, sino ai secoli XVI e XVII, per scoprire che sono state le stesse monache ad aver tramandato la ricetta originaria di tutti i dolci che ancora oggi vengono sfornati.

Alcuni di questi vengono prodotti tutto l’anno, come i mostaccioli, ottenuti da un impasto di farina, zucchero, lievito di birra e marsala, e un ripieno di mandorle, cacao, zucchero, caffè in polvere e un goccio di marsala e vermouth. Arrotolato su sé stesso, si taglia infine a forma di rombo. Lo stesso impasto con piccole variazioni è dedicato ai cavallucci e alle palommelle, tipici dolci della domenica in albis, ossia la successiva alla Pasqua, chiamata così poiché in quel giorno i fedeli battezzati nella veglia pasquale lasciavano l’abito bianco indossato al momento del battesimo.

In quella data a Tagliacozzo c’è la festa della benedizione, una antichissima tradizione risalente al 1700 che vede sfilare in processione l’immagine del Volto Santo fino alla Piazza dell’Obelisco, dove questi dolci vengono benedetti da un alto prelato al termine dell’omelia.

Se in origine queste prelibatezze venivano consegnate tramite una bussola di legno girevole – la cosiddetta ruota degli esposti storicamente utilizzata per i neonati abbandonati – da venticinque anni si risponde attraverso una grata, così da riuscire a guardare negli occhi tutte le persone che vogliano farne richiesta.

Seguendo le regole tradizionali, tutti i dolci – inclusi cavallucci e palommelle pasquali – devono uscire esclusivamente dal convento. “Tante pasticcerie tentano di replicarli ma fanno un buco nell’acqua, perché le quantità che producono sono finalizzate ad un guadagno, mentre noi lo facciamo per dare gloria a Dio, anche se richiede un gran lavoro per tutto il periodo di quaresima”, racconta a Virtù Quotidiane la madre badessa del Monastero dei Santi Cosma e Damiano Donatella Di Marzio.

Le suore di clausura preparano un certo numero di dolci senza poter calcolare in anticipo quante persone andranno a prenderli ogni anno: “Noi utilizziamo una decina di chili di farina alla volta, ed è importante un tipo di manualità che non tutti hanno”, rivela.

Torte e biscotti che escono dalla porta del convento per andare anche oltre confine, negli Usa, in Francia e in Inghilterra, e raggiungere i familiari che vivono all’estero.

Il monastero è composto attualmente da nove monache, di cui sei professe, due professe temporanee e una postulante che, al di fuori del tempo della preghiera, sono dedite alle arti del ricamo, del rammendo e della pittura, alla preparazione dei dolci anche nei periodi delle festività religiose e in estate, quando la città si anima di turisti, all’accoglienza degli ospiti e alla coltivazione dell’orto.

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