“LIBERI DI LAVORARE LA CAMPAGNA”, DAI PAESI MONTANI APPELLO ALLA REGIONE


OFENA – “Sono perennemente in quarantena, gli unici punti di ritrovo sono le farmacie, i negozi, l’ambulatorio medico e i bar, adesso chiusi”. Sono gli abitanti, spesso pensionati o piccoli artigiani, dei paesi montani dell’Abruzzo ai quali, con le restrizioni imposte dall’emergenza Covid-19, viene precluso persino di curare la campagna.

La denuncia arriva dal comitato spontaneo degli allevatori Cospa, guidato da Dino Rossi.

“Da premettere che queste zone sono indenni da coronavirus, ma si lascia liberamente entrare le persone provenienti da zone rosse senza giustificazione, senza nessun controllo, ma poi si va a terrorizzare quelle persone che si recano nei campi a coltivare l’orticello, oppure a potare gli ulivi”, dice Rossi in una nota.

“È bene far notare che le piante non sono asintomatiche al coronavirus, anzi se le persone si lasciano liberamente andare a coltivare evita di fare la fila nei negozi, in quanto possono raccogliere frutta e verdura dai propri campi”, fa osservare il portavoce del Cospa.

“Persone costrette sotto al sole a fare la fila per accedere nei negozi, dove i gestori mettono un cesto con i guanti da indossare, dove mettono le mani tutti i clienti, positivi o negativi al virus, per non parlare degli addetti alle vendite, i quali infilano i guanti la mattina e li tolgono la sera con il rischio di infettare tutto, come d’altronde accade anche ad alcuni grandi negozi delle città”.

“Le mani”, continua Dino Rossi, “vanno disinfettate molto spesso invece di indossare guanti con la convinzione di essere in regola”.

“Ci rivolgiamo al presidente della Regione Abruzzo al fine di fare un’ordinanza ad hoc per i piccoli centri, chi entra deve fare il tampone e dimostrare di non essere infetto, altrimenti questi piccoli centri dove l’età media è di 70 anni saranno sterminati”, conclude il portavoce degli allevatori, “nel contempo lasciare che i cittadini continuano a fare i lavori dei campi per l’approvvigionamento delle derrate alimentari”.

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