LUOGHI DI CULTO DEL GRAN SASSO: L’ACQUA MIRACOLOSA DI SAN FRANCO DA ASSERGI


L’AQUILA – Una leggenda vuole che qui, in un punto a mezza costa dell’ultimo monte, propaggine ovest, della catena del Gran Sasso, Franco s’incontrò con sua madre. La donna era venuta in visita nel ritiro spirituale del figlio e per la fatica era assetata.

Così Franco, toccando delle rocce vicine a un canale, fece miracolosamente zampillare dell’acqua e la dissetò. Oggi, a distanza di otto secoli, l’acqua prodigiosa di San Franco è meta, il 5 giugno, di pellegrinaggio da parte di fedeli da Assergi e Forca di Valle, paesi di cui l’eremita è santo patrono.

Il percorso è davvero semplice, adatto a chiunque.

Siamo sulla strada provinciale 86 che collega il Passo delle Capannelle con Fonte Cerreto e Assergi. Si parcheggia nei pressi del pianoro della Croce del Colle (13,5 km dal bivio con la statale 17 bis o 5 dal Passo) e ci si incammina lungo la sterrata segnalata da un tabellone del Parco e un cartello giallo che indica la sorgente.

Dopo circa 20 minuti la struttura è già visibile in alto, dentro un canalone, ma conviene proseguire fino a una curva a sinistra, Colle del Vento (1.692 metri), e imboccare il sentiero pianeggiante ben indicato.

Da qui, con l’Acqua di San Franco (1.730 metri) in vista, non resta che camminare ancora pochi minuti. Per il ritorno, dato lo stato del sentiero che scende nel canale, consigliamo la via dell’andata.

L’acqua di San Franco sgorga direttamente dalla roccia attorno alla quale sono state erette due cabine.

Sopra di esse è stata edificata una cappellina dedicata al Santo.

All’interno vi è un altare su cui è posta una lapide che ricorda il restauro del 1945 e un’effige di San Franco composta da 24 formelle di maiolica.

Nel quadro, in alto a sinistra, si possono notare due figure nude immergersi nella sorgente, indice forse di come fosse usanza un tempo bagnarsi nelle acque benefiche.

Nel gennaio del 2017, a seguito del terremoto che colpì Campotosto, gli abitanti di Assergi a malincuore segnalarono la drastica diminuzione della portata dell’acqua: della sorgente non restava che un misero zampillo. Ne parlammo anche noi di Virtù Quotidiane.

Fu solo nel marzo del 2018, come riporta Assergi Racconta, che un loro inviato tornò dalla cappella con la buona notizia: “È tornata a sgorgare l’acqua di San Franco!”.

Sul Gran Sasso, oltre alla sorgente, sono presenti altri due luoghi legati alla storia e al culto del Santo, gli eremi di San Franco di Peschioli e San Franco al Cefalone.

Si tratta di due grotte, ben più difficili da raggiungere, ubicate rispettivamente a 1.400 e 1.700 metri, tra Fonte Cerreto e il Passo della Portella.

È nostra intenzione provare a visitarle nei prossimi tempi per darvi conto, in modo esaustivo, delle tracce che San Franco lasciò sul versante aquilano del Gran Sasso: opera a metà strada tra tradizione e magia, capace di tenere viva la passione di tanti pellegrini e camminatori che ancora oggi percorrono le vie che furono proprie dell’ascesi di Franco. Alessandro Chiappanuvoli

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2021