“NOX” E “ARCOBALENA”: NOCE MOSCARDI PRESENTA AL PUBBLICO IL SUO DEBUTTO DISCOGRAFICO


L’AQUILA – Dopo più di dieci anni di concerti e pubblicazioni singole, è arrivato l’esordio discografico di Noce Moscardi, nome d’arte di Francesco Moscardi.

Due album, Nox e Arcobalena, che suggellano il percorso artistico di uno dei talenti più lucenti della scena musicale  locale. Due album che sfuggono alle logiche commerciali di oggigiorno, in cui il cantautore si divide a metà per rimanere intero, senza compromessi.

“Andavano fatti due dischi diversi, ben separati tra loro, ma che formassero un tutto: l’uno non poteva reggersi senza l’altro”, racconta Moscardi a Vq. “Mi piaceva molto l’idea di avere un’alternativa, una via di fuga; quando non mi sentivo Arcobalena, potevo sempre rifugiarmi in Nox, e viceversa”.

“Arcobalena rappresenta la fine di un percorso iniziato anni fa con l’amico e produttore Luigi Tarquini, con il quale avevamo trovato un nostro sound ben definito. I pezzi sono nati in maniera molto immediata: sono canzoni finite così come son nate”, racconta Moscardi.

“Molte delle canzoni presenti in Nox invece le ho scritte anni fa, e pubblicate in un cd che non è mai uscito. Sentivo il bisogno di attualizzarle, dargli una nuova veste senza lasciare che perdessero la loro identità. Perciò ho scelto come produttore Lorenzo Castagna, e grazie al suo lavoro ho realizzato perfettamente ciò che avevo in mente. Mi sono ritrovato così a lavorare su due dischi contemporaneamente; è stato faticoso ma sono veramente soddisfatto del risultato”.

La veste grafica di “Arcobalena” e “Nox” (disegni di Paolo Gattuso e Mattia Ferella) ricalca in modo significativo l’anima dei due album, percepibile anche dalla scelta dei titoli: “L’idea del titolo mi è venuta in maniera casuale, guardando un arcobaleno mentre ero sul bus per andare in studio di registrazione. Mi è subito piaciuto il gioco di parole, perchè dentro ci sono cielo e mare, abissi e vette, malinconia e leggerezza. Per Nox, il nome del disco nasce da un nomignolo con cui mi chiama un mio amico. Nox inoltre vuol dire anche notte, e lo trovavo azzeccato come titolo per quello che è un disco più blu rispetto ad Arcobalena, più cupo e introverso”.

Dopo l’evento online di qualche settimana fa, i due dischi sono stati presentati ieri sera a Punto Basilio, in un incontro condotto da Matteo Di Genova, che ha visto come ospiti il musicologo Gabriele Sfarra, il cantautore Mattia Ferella e il frontman della band Sativa Alessandro De Matteis.

Una serata in cui si sono discusse alcune delle trame centrali dei due album, dal tema del doppio alla vita della provincia rivendicata con orgoglio (“Non ho vissuto che quà, non mi manca niente”, canta in una delle sue canzoni), per poi discutere sul ruolo del cantautore nei giorni nostri. Il tutto davanti ad un pubblico numeroso e molto eterogeneo, simbolo di come la musica di Noce Moscardi sappia catturare i gusti di tutte le età.

L’emergenza CoVid-19 ha stravolto i piani iniziali del cantautore per quel che riguarda la promozione dei due album, anticipati dall’uscita di alcuni singoli, quali Evandra, Revolution Caffè, Monogamia vattene via e Aspirino.

“L’idea iniziale era quella di far uscire i dischi in Aprile e promuoverli in un tour estivo voce e chitarra, favorendo una diffusione più fondata sul passaparola che tramite le piattaforme streaming e i canali social. La pandemia mi ha un pò sconvolto i piani, ma grazie all’aiuto di mia sorella Chiara e a quello di tante altre persone a me vicine, siamo riusciti a riorganizzare l’aspetto promozionale dei dischi. Ora che cominciano ad aprirsi spiragli per i concerti, spero di replicare altre serate come quella di stasera”.

In attesa dunque di tornare a sentirlo dal vivo, è possibile acquistare “Arcobalena” e “Nox” presso la libreria Polarville in Via Castello, in formato cd e vinile, oppure in digitale sulla piattaforma “Bandcamp”. (red.)

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