PALA EOLICA A TOLLO, AVANTI CON LA BATTAGLIA PER DIRE “NO”


TOLLO – Si muove su più fronti la mobilitazione promossa dal Comune di Tollo (Chieti) per opporsi all’installazione di una pala eolica alta quasi 100 metri e con un diametro da 62 tra i vigneti delle colline chietine (leggi qui il primo articolo).

Lo scorso agosto, una società olandese ha presentato al Comune e alla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio una richiesta di impiantare la pala eolica tra la pergola abruzzese che proprio il Comune di Tollo ha candidato per ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’Umanità.

Per evitare l’installazione di una pala, che per il sindaco Angelo Radica danneggerebbe l’immagine di un paesaggio unico e identitario, il Comune si sta muovendo su tre fronti.

“Innanzitutto solleciteremo la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ad introdurre ulteriori vincoli sul territorio tollese – anticipa a Vq Radica -. Poi chiederemo alla Regione di inserire quelle zone regionali dove c’è una presenza significativa di vigneti, come Tollo che ha vigne sul 70 per cento della sua superficie, tra le aree non idonee per l’installazione di questo tipo di impianti come previsto nel decreto ministeriale del 2010 che fornisce le linee guida sugli impianti di energie rinnovabili; infine discuteremo in Consiglio comunale un atto di indirizzo affinché nell’area della Tullum Docg non si possano autorizzare questo tipo di interventi”.

Al fianco delle iniziative comunali, un gruppo di cittadini ha deciso di aderire al comitato Controvento, affinché venga fatta una raccolta di firme per frenare le richieste di installazione di pale eoliche che non riguardano solo Tollo, ma che hanno interessato anche Bolognano, Alanno e Torre dei Passeri, altre zone vocate alla viticoltura. La petizione verrà poi consegnata al Ministero dell’Ambiente e a quello dei Beni culturali.

“Si è creata un’alleanza istituzionale – dice ancora il sindaco – di Comune, Soprintendenza, il Consorzio di tutela Tullum Docg e la Regione, perché tutti ritengono che questo intervento sia troppo impattante per un paesaggio vinicolo”.

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