“RACCONTO L’AMORE IN OGNI SUA FORMA”, CHIARA TARULLO TORNA IN CENTRO ALL’AQUILA DIECI ANNI DOPO


L’AQUILA – “Racconto l’amore in ogni sua forma e la gioia. La felicità del giorno del “sì”, di un compleanno, di una nascita, di un abbraccio. Questo è il mio lavoro”. Chiara Tarullo ha 35 anni e da quando ne aveva 17 coltiva la sua passione per la fotografia.

Una passione ereditata dai suoi genitori che nel 1997 aprirono lo studio Principessa, in Corso Vittorio Emanuele, nel cuore del centro storico dell’Aquila. Da allora di strada Chiara ne ha fatta tanta, studiando e impegnandosi, aprendo un suo studio fotografico e una sua ditta individuale e passando anche per un forte scontro generazionale con i genitori, quando ha deciso che era giunto il momento di cambiare e di trovare una tecnica che fosse solo sua.

“I miei genitori, papà aquilano e mamma di Chieti, sono sempre stati appassionati di fotografia e a loro devo molto – racconta – . Sono nata Bari e ho vissuto a Venezia a causa del lavoro dei miei che 22 anni fa hanno deciso di tornare all’Aquila dove, dopo molte insistenze da parte mia, hanno aperto lo studio fotografico. Ne avevamo anche uno a Bari molti anni prima”.

“Quando sono subentrata nello studio e quando ho cominciato a lavorare, abbiamo avuto un forte scontro – prosegue – Loro erano abituati a una tecnica fotografica molto legata alla pellicola e a fotografie in posa. Io invece volevo altro, volevo naturalezza, volevo essere libera di poter fare e sperimentare. Volevo uno stile e una tecnica che fossero solo miei e non è stato semplice staccarmi da un tale retaggio, ma era necessario per crescere e maturare nel mio lavoro”.

Oggi Chiara è titolare dello studio Principessa di Chiara Tarullo Photography all’interno del centro commerciale L’Aquilone e l’8 marzo inaugurerà il suo nuovo negozio in centro storico, in via San Bernardino 24, negli stessi locali dove nell’agosto del 2008 spostò il suo studio da Corso Vittorio Emanuele.

“Tornerò a casa e per me è una grandissima emozione – afferma – Purtroppo in quel locale siamo rimasti pochissimo tempo perché il 6 aprile ci fu il terremoto”.

L’anno del sisma non fu semplice per Chiara. Tanti matrimoni vennero annullati, altri rimandati, altri ancora spostati in lungo e in largo per l’Abruzzo.

“Eravamo in albergo a Giulianova con la mia famiglia e io e papà avevamo la valigia sempre in macchina, dove spesso abbiamo anche dormito, quando capitava di avere un matrimonio il sabato sera e uno la domenica mattina successiva in città diverse e distanti. È stata un’esperienza dura, ma bellissima. Non ho mai mollato ed ho avuto la forza di ricominciare perché credevo nel mio sogno e volevo andare avanti. Del resto, avevo solo 25 anni. Nell’anno del sisma ho riaperto lo studio all’interno della Galleria Longara, prima di decidere nel 2014 di riavvicinarmi all’Aquila, aprendo all’Aquilone”.

Un’arte ereditata dai genitori, quella di Chiara, coltivata e alimentata da passione, impegno e dedizione per un lavoro che prima di essere tale è empatia, vicinanza, sintonia con le persone con cui si lavora.

“Entro nelle loro vite, nei loro momenti più belli e li imprimo nei miei scatti – dice – Racconto i loro lati migliori e ne faccio una storia, vista dal mio punto di vista sempre con gioia, perché io sono così: una persona estremamente solare. Mi capita spesso di creare rapporti bellissimi con le spose che tirano quasi un sospiro di sollievo, quando al mattino mi vedono arrivare nelle loro case, in preda all’ansia dei preparativi. In alcuni casi mi è capitato anche di emozionarmi al loro ingresso in chiesa, di ridere con loro e di divertirmi con gli sposi durante la festa”.

Tra le location aquilane preferite da Chiara, senza dubbio, l’Emiciclo. “È un posto perfetto per fotografare gli sposi – ammette – . La prospettiva è ottima e la scenografia è bellissima. È un ambiente pulito, in cui quelli che saltano fuori i soggetti. Ad agosto, poi, nel pomeriggio lì c’è una luce meravigliosa. In quel luogo ho fatto foto davvero bellissime e ogni volta con una luce diversa”.

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