#RISORGIAMOITALIA: DA PESCARA A L’AQUILA BAR E RISTORANTI D’ABRUZZO CHIEDONO ATTENZIONE


PESCARA – Chi ha apparecchiato simbolicamente un tavolo. Chi ha preparato un cocktail, in un brindisi virtuale simbolo di speranza. Sono oltre 40 i locali, tra cocktail bar e i ristoranti, che hanno riacceso le luci nel polmone della movida pescarese, aderendo all’iniziativa #RisorgiamoItalia, il flash mob lanciato dall’associazione MIO- Movimento Imprese Ospitalità.

Stessa cosa hanno fatto gli esercenti dell’Aquila, dove negli ultimi giorni è nata l’associazione RistoratoriAq Vs Virus che raccoglie oltre cento esercenti.

Questa sera, alle 21, oltre a riaccendersi per una manifestazione simbolica, gli esercizi commerciali hanno raccolto le chiavi delle loro attività che domani consegneranno ai sindaci, Carlo Masci e Pierluigi Biondi.

“Così il distretto del food and beverage più importante d’Abruzzo, con oltre 300 addetti – spiega Gianni Taucci, direttore di Confesercenti Pescara in una nota – intende richiamare l’attenzione sulle decine di micro e piccole imprese che, ferme da più di due mesi, ora rischiano davvero di non ripartire. Tutto nella massima sicurezza, ognuno nella propria attività chiusa all’esterno, per dare un segnale forte e chiedere misure immediate senza perdere altro tempo”.

Le proposte che verranno messe all’attenzione del primo cittadino cominciano da un “pressing sulla Regione per velocizzare le procedure di microcredito, utilizzare le riserve disponibili regionali per rispondere a questa emergenza e velocizzare le procedure, o adottare misure che consentano ai nostri dipendenti di ricevere sostegno immediato”.

Altre misure sono sul piano comunale, cominciando dall’azzeramento della Tari 2020, la restituzione dei mesi non utilizzati della tassa di occupazione del suolo pubblico e l’aumento gratuito degli spazi a disposizione per tutto il 2020; la chiusura al traffico di strade come via Cesare Battisti per tutta la settimana dalle 17 alle 2 e delle strade laterali, con ampliamento della zona pedonale.

Infine, prosegue Taucci, “la concessione di un voucher a fondo perduto di 15 mila euro per la compensazione della spesa al rimborso del 60% dei fitti con l’aumento del voucher di 600/800 con altri 250 euro”.

“Misure minime – chiede Taucci – in linea con la domanda di nuova sostenibilità delle città, coerente con le misure messe in campo da tanti altri Comuni, e che a Pescara sarebbero in grado di ridare prospettiva a centinaia di famiglie”.

I locali aderenti nel centro di Pescara: Cicchelli Generi Alimentari, Nole, Hiroshima Mon Amour, Casamaki, Casamatta, Madre, Caracciolo, La Cucineria, Pomm, Ittico, In centro Dalla pecora, Vinamore, White cliff, Piatti, La Nuova Lavanderia, Caffè delle Merci, Shaka, Mirror, Wild, Il Brillo Parlante, Al Vagone, I Birrai del Mercato, Mila, Il Mercante di Liquori, Tropico, Visaggio, Luppoli e Grappoli, One More Drink, Fuoriuso, Zolfo, Pinocchio, Lo Spuntino Burger, Bodhi, Sorsi e morsi, Supermarket, Reverso, Alle Spezie, Gatsby.

Con la manifestazione, gli imprenditori vogliono testimoniare “la delusione di chi è stato lasciato solo con le proprie spese, i dipendenti, gli impegni economici pregressi e le incertezze future. A fronte della nostra grande disponibilità, l’azione del governo fino a oggi si è dimostrata tardiva ed insufficiente. Ci è stata premessa liquidità e non ci sono arrivate neanche le dovute garanzie. Quando si parla di fase due o fase tre, vengono contemplati parametri insostenibili, distanze incolmabili con una riduzione del 70% dei coperti disponibili e tutte le responsabilità a carico dei gestori. Aprire con il 30/40 per cento dei ricavi e il 100 per cento dei costi. Senza le dovute garanzie – concludono – non riapriremo”.

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