RISTORATORI TERAMANI, DOPPIO RICORSO CONTRO LE RESTRIZIONI ANTI COVID


TERAMO – I ristoratori della provincia di Teramo stanno preparando un’azione legale collettiva nei confronti del Governo italiano per i provvedimenti considerati penalizzanti per l’intera categoria adottati nell’ultimo anno per fronteggiare l’emergenza Covid.

Un incontro ieri al Novavita Beach di Giulianova e un altro oggi nella sede di Confesercenti a Teramo sono serviti a perfezionare il percorso giuridico che potrebbe sostanziarsi in un ricorso al Tar e uno alla giustizia ordinaria, con il supporto tecnico del professor Enzo Di Salvatore, costituzionalista dell’Università di Teramo, e dell’avvocato Paolo Colasante.

“Si tratta di due diversi ricorsi che però vanno letti congiuntamente”, ha spiegato a Certastampa Di Salvatore, “il ricorso al Tar in cui si porrà il problema della legittimità delle misure adottate, dall’altro al tribunale civile per chiedere un risarcimento del danno perché l’indennizzo, a distanza di così tanto tempo, non riesce più a far fronte della situazione che i ristoratori stanno vivendo”.

A tenere le redini del movimento spontaneo degli esercenti Valerio Di Mattia, dell’associazione Aria, e Paolo Giorgini, entrambi ristoratori.

“In questo valzer di decreti”, ha detto Giorgini a La Città, “riusciamo con grande difficoltà a trovare il bandolo della matassa. In sostanza, i ristoratori vorrebbero almeno sapere di che morte sono destinati a morire, visto soprattutto che al nostro bisogno di risposte non sono mai arrivati riscontri coerenti. Ad appesantire una congiuntura economica drammatica, la confusione generata da una palese disparità di trattamento che vede bloccata l’attività dei ristoranti, ma non quella delle mense o degli autogrill. Preso atto che i risultati, peraltro non scontati, dei tavoli sindacali arriverebbero comunque troppo tardi, abbiamo valutato la presenza di presupposti per appurare, ricorrendo al Tar, se quanto sta capitando abbia un fondamento di legittimità. Vorremmo che fosse il tribunale, insomma, a stabilire se le chiusure forzate siano fondate su una piattaforma giuridica valida”.

“Le chiusure sono ormai insostenibili”, ha rilevato Di Mattia a Super J, “abbiamo una politica di sostegni che appare ormai iniqua. Chiediamo di tornare all’attività lavorativa e cercare di mantenere viva l’attenzione sulle attività stabilendo dei percorsi di garanzia rispetto alla situazione sanitaria”.

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