SAGRE E MERCATI RIONALI, L’ABRUZZO AUTENTICO CHE ATTIRA GLI AMERICANI

foto Francesco Paolucci

PESCARA – “Oggi è Sant’Antonio e nel quartiere di Pescara dove ho trascorso la giovinezza è festa. Ogni anno ricordo al mio amico Cesare Romanelli di affacciarsi in via Regina Margherita, vicino la chiesa, di prendere un pacchetto di noccioline e mangiarne alcune anche per me”.

Parole che sembrano il preludio di un romanzo epistolare ma nella realtà, quella arrivata alla redazione di Virtù Quotidiane, è davvero una lettera che racconta la storia di un abruzzese, Nicola Mantenuto, emigrato in Canada 17 anni fa. Un tempo lungo che tuttavia non ha mai sbiadito quel senso di appartenenza e di amorevolezza che Nicola nutre nei confronti della propria terra.

Nato in Brasile da padre di Scafa (Pescara) e madre di Mosciano Sant’Angelo (Teramo), il signor Nicola, nel 2003, insieme alla moglie Gina, originaria della provincia di Teramo, e ai figli, Lara (nella foto sotto) e Marco, decide di trasferirsi definitivamente a Toronto. Lo scopo di una scelta tanto coraggiosa, quanto drastica, era quello di offrire maggiori possibilità di realizzazione ai suoi figli, all’epoca appena adolescenti.

Nella capitale metropolitana dell’Ontario “ci ha accolti la famiglia di mio fratello Paolo, emigrato anche lui 15 anni prima” racconta, “ma la vita da emigrati è stata dura, per la lingua, il modo di vivere completamente diverso”.

“Anche se sono 17 anni che vivo in Canada – rivela a Vq -, seguo le notizie dell’Abruzzo ogni mattina leggendo quotidiani online e social media. Sono iscritto anche a diversi gruppi di amici che vivono nella mia terra d’origine e che conosco sin dai tempi della scuola”.

A proposito di notizie, il lettore d’oltre Oceano offre una serie di osservazioni sulla promozione turistica dell’Abruzzo nel mondo: “Onestamente non torno in Abruzzo da diversi anni perché, quando abbiamo la possibilità, raggiungiamo nostra figlia che vive a Los Angeles ma quando leggo degli articoli riguardanti il turismo e le offerte della Regione a riguardo, onestamente penso che siano rivolte solo agli abitanti abruzzesi ma non ai possibili turisti italiani e stranieri”.

“Mio figlio Marco e la sua fidanzata Christina“, racconta, “hanno fatto una lunga vacanza in Italia, girandola in lungo e largo e Christina, canadese doc, è rimasta colpita dal mercato rionale di Montesilvano vicino alla zona degli Alberghi e da un giro in una 500 d’epoca del nostro amico Giuseppe Toletti che oltre a condurre il mezzo faceva da cicerone con il suo apprezzabile inglese”.

“Sapete cosa attrae di più un nordamericano in Italia? Sono i mercati rionali, le sagre”, rileva, “”dove si esalta tutta la nostra esuberanza, tutto il nostro caldo folclore, il vociare, i rumori. Vietato per certi versi agli anglosassoni”.

“Prima di fare dei video, per carità belli ma assolutamente inefficaci dal punto di vista promozionale”, fa osservare, “ci sarebbe da riflettere, anche riguardo l’inserimento dello spot promozionale durante l’intervallo di gioco del campionato di calcio, con spettatori prevalentemente uomini e non donne, ovvero quelle che di fatto decidono gli itinerari di vacanze da fare”.

“A tal proposito vorrei ricordare che dove vivo ci sono 70mila abruzzesi e di fatto Toronto è la seconda città, dopo Pescara, più numerosa d’Abruzzo. Sarebbe il caso che gli organi regionali preposti al settore turismo si chiedessero come mai gli emigrati abruzzesi preferiscano trascorrere le vacanze altrove anziché ritornare in Abruzzo. Se non lo fanno loro perché dovrebbero farlo i turisti stranieri?”.

“Fatte la dumande e datte la risposta!”: lo scrive in dialetto abruzzese il signor Nicola che evidentemente non ha perso né spirito né piglio squisitamente nostrani.

“Avete 70mila possibili turisti e di conseguenza 70mila possibili promotori dell’Abruzzo e andate a fare i filmati come ne circolano tanti di altre realtà senza inserire il valore aggiunto di una regione unica come la nostra”.

“Solo per fare un esempio – aggiunge – un mio amico di Boston mi aveva espresso il desiderio di visitare il luogo da dove partirono i suoi avi, Santa Eufemia a Maiella, era tuttavia perplesso per la scarsa conoscenza della lingua italiana. Così ho contattato un albergo, un ristorante, il Comune di Santa Eufemia e così il mio amico Charlie ha potuto trascorrere una settimana indimenticabile in Abruzzo”.

“E ci vo’ tante? – domanda – . Avete gli indirizzi degli Italiani all’estero che contattate solo per le votazioni, perché non organizzate promozioni mirate con il tessuto ricettivo, una sorta di consorzio oppure una carta del tipo ‘Forte e Gentile’ che preveda sconti per ristoratori, albergatori e via dicendo. Bisognerebbe creare dei punti di riferimento online che sono attualmente inesistenti o quasi …. questo è il mio punto di vista, come la vede uno di fuori ma abruzzese dentro”.

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