Cronaca 27 Lug 2020 18:06

SIRENTE VELINO, LA RETE DELLE FORESTE MODELLO: SIAMO AGLI ANTIPODI DELLA DISTRUZIONE DELLA VEGETAZIONE

SIRENTE VELINO, LA RETE DELLE FORESTE MODELLO: SIAMO AGLI ANTIPODI DELLA DISTRUZIONE DELLA VEGETAZIONE

L’AQUILA – “La Rete Internazionale delle Foreste Modello è un esempio di sostenibilità da oltre 25 anni in tutto il mondo”, e “la filosofia delle Foreste Modello è esattamente agli antipodi della ‘distruzione’ di qualsivoglia vegetazione e di qualsivoglia area montana, collinare o di pianura che sia!”.

Così in una nota (pubblicata integralmente sotto) il Segretariato della Rete Mediterranea delle Foreste Modello replica all’associazione Gufi (Gruppo Unitario per le Foreste Italiane) che ha denunciato come l’intenzione dei Comuni che vogliono uscire dal Parco regionale Sirente Velino sia quella di aderire al progetto Foreste Modello, che promuove la gestione attiva dei boschi a fini produttivi per alimentare le centrali a biomasse forestali.

La Rete, prosegue la nota, “non ha mai promosso ma piuttosto avversato con decisione in tutte le sedi, istituzionali e scientifiche, l’uso delle biomasse per la produzione di energia elettrica, promuovendo piuttosto, sempre nel rispetto dei principi detti sopra, le micro centrali di reti di teleriscaldamento per la sola produzione di energia termica a servizio delle comunità rurali in regime di filiera locale e utilizzando materiale legnoso residuale”.

LA NOTA COMPLETA

In riferimento all’articolo pubblicato “Con la riperimetrazione del Parco a rischio le foreste del Sirente, allarme degli ecologisti”, come Segretariato delle Rete Mediterranea delle Foreste Modello (Mmfn), ci appare utile e necessario dare una versione autentica dei principi e degli obiettivi di una Rete Internazionale (Imfn) che da oltre 25 anni è presente in tutto il mondo con 60 Foreste Modello accreditate e più di 73 milioni di ettari interessati.

Tali principi cardine sono, fin dalla propria nascita, la sostenibilità, il paesaggio e la partecipazione/partenariato, solo e soprattutto se questi concetti/principi vengono applicati e articolati imprescindibilmente l’uno dall’altro una Foresta Modello può essere considerata tale.

Questo approccio prevede sempre il coinvolgimento sul territorio di soggetti pubblici e privati, associazioni e imprese, enti di ricerca, università o altri soggetti scientifici in una collaborazione e confronto continui che permette una reale condivisione delle conoscenze e delle esperienze che vengono così capitalizzate e rese funzionali alle esigenze di sostenibilità di uno specifico territorio comprendente boschi, terreni agricoli e tessuto urbano, aree protette e non.

L’adesione alla Rete che avviene formalmente da parte del soggetto istituzionale competente (Stati o Regioni nella maggior parte dei casi) comporta la sottoscrizione di un specifico MoU (Memorandum of Understanding) che richiama e articola quanto sopra esposto impegnando l’amministrazione al rispetto di tali principi. Lo stesso accade per le singole Foreste Modello che successivamente si vengono a realizzare in quel determinato Paese/Regione.

È sufficiente visitare il sito della rete mediterranea www.medmodelforest.net , attivo dallo scorso aprile, e soprattutto quello della rete internazionale www.imfn.net per farsi un’idea, attraverso i tanti progetti di questi anni, del tipo di approccio che le Foreste Modello promuovono.

Di fatto nel suddetto articolo, sulla base di quanto dichiarato dall’associazione Gufi, vengono riportate informazioni sui temi promossi dalla Rete Foreste Modello totalmente false e addirittura in evidente e palese contraddizione con la realtà dei fatti dimostrati, lo ribadiamo, da 25 anni di attività della rete internazionale e da 12 di quella mediterranea.

Innanzitutto appare evidentemente (e incomprensibilmente) forzato il collegamento in premessa tra riperimetrazione del Parco e adesione alla Mmfn che in questa lettura appare alternativa e in opposizione al Parco stesso. In questo senso basti dire che in molte Foreste Modello nel mondo i Parchi di vario livello (nazionali, regionali, riserve, ecc) sono soci attivi delle Fm e in Italia la per ora unica Foresta Modello accreditata, quella delle Montagne Fiorentine, annovera tra i propri soci fondatori (44) il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi (!).

Ancor più stupisce l’affermazione che ne segue: “ …e denuncia l’intenzione dei Comuni che vogliono uscire dal Parco di aderire al progetto Foreste Modello, che promuove la gestione attiva dei boschi a fini produttivi per alimentare le centrali a biomasse forestali”, laddove è evidente che il processo Foresta Modello promuove l’applicazione della gestione sostenibile nella pianificazione del territorio attraverso processi partecipativi delle comunità locali, la scelta di quale gestione si debba o si voglia avere deve necessariamente venir fuori proprio da questo processo, ferme restando le competenze di legge.

È poi altrettanto necessario sottolineare che la gestione attiva delle foreste non può e non deve mai significare “ai soli fini produttivi…” ma piuttosto consapevolezza delle scelte quindi: conoscenza, valutazione, pianificazione. E tra le innumerevoli opzioni finalizzate sempre alla permanenza delle foreste e, in gran parte del mondo, alla loro protezione, salvaguardia e ampliamento, c’è anche quella di scegliere l’evoluzione naturale ma deve essere appunto una scelta, l’attuale abbandono della gestione di gran parte delle foreste italiane e mediterranee non è una scelta ma è quasi sempre una conseguenza delle dinamiche sociali ed economiche degli ultimi 50 anni.

Tra le opzioni ci può essere anche la produzione di legno (materia prima rinnovabile che le comunità umane lo utilizzano da qualche migliaio di anni…in tutto il mondo) che deve avvenire nelle situazioni in cui ciò è possibile, garantendo tutte le altre funzioni che la foresta svolge tra cui il mantenimento della biodiversità e la protezione del suolo e quella dei versanti dal rischio di dissesto idrogeologico, ecc.

Diversamente, sia come italiani che come europei, sarebbe ipocrita ignorare totalmente questa possibilità demandando ad altre aree del mondo il nostro approvvigionamento per tutti gli utilizzi strutturali, domestici o energetici che siano. E proprio al riguardo dell’ennesimo riferimento errato del Gufi all’uso energetico, la Mmfn non ha mai promosso ma piuttosto avversato con decisione in tutte le sedi, istituzionali e scientifiche, l’uso delle biomasse per la produzione di energia elettrica, promuovendo piuttosto, sempre nel rispetto dei principi detti sopra, le micro centrali di reti di teleriscaldamento per la sola produzione di energia termica a servizio delle comunità rurali in regime di filiera locale e utilizzando materiale legnoso residuale.

Infine è altrettanto falso, oltre che offensivo e lesivo della nostra immagine, quanto riportato dalla stessa associazione in merito al fatto che “A Molina, in linea con la filosofia della gestione dei boschi promossa dal progetto Foreste Modello, sono stati distrutti la vegetazione ripariale e ampie zone montane”. Come già detto “la filosofia” delle Foreste Modello è esattamente agli antipodi della “distruzione” di qualsivoglia vegetazione e di qualsivoglia area montana, collinare o di pianura che sia!

I programmi della Fao SilvaMed e “Forest and Landscape Restoration Mechanism” che vedono la nostra Rete partner in un’attiva collaborazione da molti anni, sono un ulteriore esempio dello spirito che ci guida e, solo come ultimo, dal punto di vista cronologico, esempio fra i tanti possiamo citare il progetto appena presentato per la costituzione di una Foresta Modello nel Kurdistan iracheno attraverso la riqualificazione di un tratto del fiume Tanjaro, la realizzazione di una foresta urbana nella città di Suleimanya e la riforestazione di un’area di 15 ettari come azioni pilota di un programma da ampliare negli anni.

Infine, in relazione al processo Foresta Modello in atto nella Valle dell’Aterno, possiamo affermare che questo Segretariato (e quello internazionale) sta seguendo e supportando da oltre 2 anni il percorso delle comunità e delle amministrazioni locali (e del Parco) che con grande perseveranza e lavoro ha portato quel territorio a diventare Foresta Modello Candidata e ci auguriamo che a breve si possa procedere all’accreditamento ufficiale dando la giusta soddisfazione a tutti coloro che vi hanno profuso così tanto impegno.

Per tutto ciò invitiamo sia Virtù Quotidiane a verificare con più attenzione i testi che rende pubblici, sia l’associazione Gufi ad informarsi meglio in futuro prima di citare in modo fuorviante e possiamo dirlo, calunnioso, attività, principi e obiettivi di altri soggetti che operano in campo ambientale.

La Rete Internazionale rendendosi disponibile per ulteriori informazioni, chiarimenti e confronti diretti, rimane in attesa di rettifica e scuse formali dall’ass. Gufi in assenza delle quali si riserva di tutelare la propria immagine per le vie legali.

Toni Ventre
Segretario Rete Mediterranea delle Foreste Modello
(managed by Regione Toscana 2019-2023)


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