SIRENTE VELINO, “SI TAGLIA DA UNA PARTE E SI AMPLIA DA UN’ALTRA”


L’AQUILA – “Il vice presidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente maschera la sua linea annunciando il taglio di una porzione del Parco Sirente Velino ma in realtà ne amplia il territorio in altre aree, peraltro ove è anche attiva una cava dove si pratica l’estrazione di materiali inerti”.

Lo afferma in una nota il coordinatore nazionale centro nord del Movimento scelta etica (Mse) Agricoltura e caccia Dino Rossi.

“Assistiamo in questi giorni ad una grottesca rappresentazione di una scena politica confusa ed ingannevole la quale, in termini opposti a quelli geometrici, potrebbe essere disegnata come uno sgangherato triangolo il cui teorema risponde solo ad un esercizio del potere fine a sé stesso ed autoreferenziale per chi di volta in volta lo detiene. Ci riferiamo a quanto si legge negli ultimi tempi relativamente a temi come quello della proposta di riperimetrazione del Parco Regionale Sirente Velino e della pulizia del tratto autostradale caratterizzante il traforo del Gran Sasso”.

“Bene, anzi come al solito male”, rileva Rossi, “è facile visualizzare detto triangolo sgangherato e dai contorni indefiniti: da un lato la Lega, con il vicepresidente della Giunta regionale, da un altro lato il Movimento 5 Stelle con i suoi consiglieri regionali ed il suo ministro dell’Ambiente (carabiniere forestale prestato alla politica), ed infine un ultimo lato rappresentato dagli altri componenti della maggioranza regionale assieme ai colleghi della minoranza”.

“Infatti, se la maggioranza di centrodestra finge di contrapporsi alle linee di politica pseudo-ambientaliste portate avanti fino a qualche tempo fa dall’ex presidente D’Alfonso, l’opposizione finge di fare l’opposizione: il presidente del Parco Gran Sasso dissimula un’azione contro l’amministrazione regionale ma poi ci scende a patti, mentre il vice presidente della Giunta maschera la sua linea annunciando il taglio di una porzione del Parco Sirente Velino ma in realtà ne amplia il territorio in altre aree, peraltro ove è anche attiva una cava dove si pratica l’estrazione di materiali inerti”.

“Certo, dato che il Ministro ha promesso l’elargizione (uguale sperpero) di 200 milioni di euro drenati dal Recovery Fund al fine di alimentare il circuito/carrozzone dei Parchi italiani il quale fino ad oggi, sotto il profilo gestionale, si è dimostrato totalmente fallimentare per l’economia delle popolazioni residenti ma redditizio solo per coloro i quali possono essere definiti come discepoli del falso ambientalismo, diretta emanazione dei vari partiti che si sono alternati al governo dell’Italia negli ultimi 25 anni”.

“Con buona pace dei pochi cittadini onesti che praticano, ma ancora per poco, le attività agro silvo pastorali tradizionali bistrattati e vessati, pur essendo i veri custodi delle tradizioni e degli habitat naturali delle nostre Montagne. Si seguita, senza scrupoli ad elargire fondi a strutture sanguisughe inutili e dannose, lasciando scoperte le strutture ospedaliere senza attrezzature per il covi19, ma poi si chiede come sempre al popolo italiano i soldi attraverso la protezione civile!”.

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