“SOLO POSTI IN PIEDI”, ALL’AQUILA MILLE BIMBI HANNO PARTECIPATO ALLE INCURSIONI DEL PROGETTO EDUCATIVO


L’AQUILA – Quattro istituti scolastici coinvolti; 53 classi partecipanti; mille alunni raggiunti. È il bilancio del primo mese di attività di “Solo posti in piedi. Educare oltre i banchi”, progetto animato da nove associazioni aquilane, con il sostegno di Comune e Università dell’Aquila e Fondazione Labos, e selezionato dall’impresa sociale “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Solo posti in piedi – la cui presentazione ufficiale si è tenuta lo scorso 5 dicembre a Palazzo Fibbioni, sede istituzionale del Comune dell’Aquila – ha, come obiettivo finale, l’apertura di una ludoteca pubblica nel centro storico della città.

Un traguardo che giungerà al termine di un percorso partecipato, che prevede lezioni, laboratori ludico-creativi, eventi scuola-famiglia, open day e molte altre attività.

Il progetto, che si concluderà nel 2022, è partito ufficialmente il 7 gennaio con le “incursioni”, lezioni spettacolo e dimostrazioni di lavoro di varie discipline tenute a sorpresa (ma concordate con gli insegnanti) dalle associazioni promotrici del progetto all’interno delle scuole primarie.

In poco più di un mese, nei quattro istituti scolastici del comune dell’Aquila partner del progetto – Direzione Didattica Silvestro dell’Aquila; Istituto Comprensivo Gianni Rodari; Direzione Didattica Statale Amiternum e Circolo didattico Galileo Galilei – si sono svolte 83 “incursioni”, che hanno interessato 53 classi e un totale di circa mille bambini di varie fasce di età (dalla terza alla quinta elementare).

Le “incursioni” sono lezioni-dimostrazioni divertenti, basate sul concetto dell’apprendimento attraverso il fare, che stimolano i bambini a sviluppare la loro creatività e a usare tutti i loro sensi.

Nelle “incursioni” tenute in questo primo mese – ma ne sono in programma altre: in totale, nel primo anno del progetto, saranno 153 – i bambini hanno potuto vedere come funziona una stampante 3D; dar vita a dei concerti; conoscere la magia del circo; ascoltare la lettura delle pagine di classici della letteratura; approcciare per la prima volta un’opera d’arte contemporanea; muovere i primi passi in alcune discipline sportive come il judo.

“Esperienze e linguaggi diversi”, spiega in una nota Cecilia Cruciani, presidente dell’associazione Brucaliffo e coordinatrice del progetto Solo posti in piedi, “sono entrati a sorpresa nelle classi delle scuole sorprendendo, divertendo e risvegliando la curiosità dei bambini ma anche degli insegnanti. Le reazioni alle nostre ‘intrusioni’ sono state sempre positive: i bambini e le insegnanti si sono lasciati coinvolgere con entusiasmo e partecipazione. Questo era il nostro scopo in questa prima fase del progetto: avvicinare il mondo della scuola in maniera non convenzionale con molteplici linguaggi. Adesso la strada è aperta ai laboratori e agli open day dove incontreremo le famiglie e allargheremo la comunità con la quale piano piano costruire la strada verso la ludoteca comunale”.

“Gli esiti di questo primo mese sono molto positivi”, osserva la professoressa Monia Lai, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Gianni Rodari. “L’entusiasmo da parte dei bambini è stato grande. La povertà educativa, nelle scuole del primo ciclo, è limitata perché ci sono pochi casi di abbandono. Esiste, invece, il fenomeno della disattenzione e del disinteresse verso la scuola e verso il lavoro scolastico che il bambino svolge a casa nelle famiglie che vivono situazioni di povertà economica, sociale e culturale. Solo posti in piedi ci permette di lavorare a scuola per colmare questa assenza delle famiglie. Grazie alle attività delle inscursioni, il bambino riporta a casa una sensazione positiva su quello che viene fatto in classe e questo entusiasmo coinvolge anche i genitori”.

Una delle associazioni che hanno partecipato alle “incursioni” è FabLabAQ, che ha fatto conoscere ai bambini il funzionamento della stampa 3D: “In ogni incursione”, racconta Viviana Tersigni, psicologa e membro del FabLabAQ, “abbiamo portato una macchina fatta da profili di alluminio nero e pannelli di plexiglass arancione, con, all’interno, due strane colonnine che sorreggono delle strumentazioni. La macchina ha destato da subito la curiosità dei bambini e delle maestre. È stato bellissimo sentire i bambini bisbigliare con stupore ‘La stampante 3D!’ quando abbiamo spiegato loro che si trattava di un taglierino 2D e di una stampante 3D combinate. Abbiamo fatto realizzare ai bambini oggetti 3D ritagliati da pannelli di polistirene estruso dello spessore di circa un centimetro. Non avendo competenze di disegno direttamente sul computer, i bambini hanno disegnato su fogli di carta che sono stati fotografati e trasformati da noi del Fablab, nel percorso di taglio necessario alla taglierina 2D. È stato bellissimo riscontrare lo stupore dei bambini nel vedere un loro disegno diventare un oggetto”.

L’associazione Bibliobus ha proposto invece nelle proprie incursioni la lettura di un classico della letteratura italiana del Novecento: “Il libro che abbiamo proposto”, dice Elena Bianchi, “è Le città invisibili di Italo Calvino, che abbiamo ‘trasformato’ in una guida verso luoghi sconosciuti da attraversare insieme ai bambini e alle loro insegnanti. Ogni città diventa lo stimolo per la fantasia dei partecipanti che, da ascoltatori, diventano creatori di nuove città ideali o imperfette. E grazie a parole e disegni questi luoghi diventeranno cartoline di viaggio che il Bibliobus passerà a prendere nelle scuole affinché possa diffonderne la conoscenza”.

Le associazioni che partecipano a Solo posti in piedi sono Brucaliffo (associazione capofila); Bibliobus, Koinonia; Nati nelle Note; Atelier Kontempo’raneo; FabLab L’Aquila; MuBAQ-Museo dei Bambini L’Aquila; Uisp Comitato provinciale L’Aquila; Esprit Film.

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