SULLE ORME DELL’ANTICA AMITERNUM NASCE “SABINUM”, LA PRO LOCO DELLE FRAZIONI DI PRETURO


L’AQUILA – Nasce sulle orme dell’antica città di Amiternum e si chiama Sabinum, la neonata associazione che comprende i paesi di Preturo, Colle, San Marco e Pozza di Preturo, riuniti ufficialmente in una Pro Loco grazie alle idee, alla voglia e alla passione degli abitanti di una delle zone più antiche del comune dell’Aquila.

Il territorio di Preturo, frazione del capoluogo, abitato sin dal V secolo, era il luogo dove si amministrava la giustizia per l’antica città sabina di Amiternum, i cui resti archeologici, in particolare l’anfiteatro e il teatro romano, sorgono ancora a pochi metri dall’abitato.

Il suo nome deriva infatti da “pretorio” termine relativo al pretore romano nell’ordinamento giudiziario italiano.

Anche la Pro Loco prende il nome da un prodotto della terra, il vino. “Sabinum” era infatti il termine con cui i latini indicavano il vino sabino, simbolo di convivialità e comunanza.

L’anfiteatro romano di Amiternum è invece lo stemma dell’associazione voluto “per rappresentare le popolazioni dei paesi del comprensorio preturese, per la sua storia, tradizione e per i valori che rievoca, un simbolo di intrattenimento per i tempi passati e di cultura per i nostri giorni” dice a Virtù Quotidiane il neo presidente di Sabinum Giammarco Cianca.

“La Pro Loco vuole essere un luogo di aggregazione, di divertimento, di socialità, di conoscenza”.

Tra le iniziative in programma dell’associazione gite organizzate, concerti, tornei sportivi, laboratori per ragazzi, giornate ecologiche, corsi multidisciplinari, dibattiti e letture condivise, recuperi scolastici.

Il Direttivo è costituito da una commistione di giovani e adulti “per unire la vivacità dei ragazzi all’esperienza dei più grandi”.

Oltre a Giammarco Cianca, presidente, l’associazione si compone di Gianluca Ciccarella, vice presidente, Manuel Cucchiella, tesoriere, Francesco Grimaldi, segretario, Alessandro Ciammetti, Federico Cianca e Matteo Federico, in qualità di consiglieri.

“Erano anni che la frazione, ormai divenuto un dormitorio, come tante frazioni dell’aquilano abbandonate a se stesse, non esprimesse un progetto così condiviso e ambizioso” spiega entusiasta Giammarco, “Pro Loco significa per il luogo, per amore di un territorio che è di tutti. L’intento dell’associazione non è quello di cingersi dietro le mura ma circondarsi di ponti, per unire idee e lavoro propri a quelli delle altre realtà associative e degli enti locali”.

“Le aree delle frazioni sono quelle che maggiormente hanno risentito della disgregazione dei rapporti sociali – rileva il presidente – mentre gli adulti, per quanto possibile, hanno mantenuto i legami precostituiti prima del sisma, i giovani continuano ad improntare le relazioni con i coetanei prettamente sui social network e spesso, in mancanza di stimoli positivi, scelgono alcol e droghe quale attività principale di svago”.