TAVOLI SPARECCHIATI IN STRADA, LA PROTESTA DEI RISTORATORI AQUILANI

foto Corriere.it

L’AQUILA – Tavoli sparecchiati posizionati al centro delle rotatorie delle principali strade dell’Aquila. È la protesta silenziosa che andrà in scena domani che vede protagonisti i circa duecento operatori che hanno costituito l’associazione RistoratoriAq Vs Virus.

Il settore è forse il più colpito dall’emergenza Covid, reduce com’è da circa 3 mesi in cui si sono continuate a sostenere spese spesso ingenti, senza indulgenza alcuna da parte delle banche come dello Stato, senza la possibilità di incassare un centesimo.

L’appuntamento con il flash mob è per le ore 10 nelle rotatorie alla Fontana Luminosa, all’incrocio tra via Vicentini e via XXV Aprile, all’incrocio tra via Ugo Piccinini e Viale Corrado IV, tra via XXV Aprile e viale della Croce Rossa, tra via Crispi e Corso Federico II, tra la statale 80 e via Madonna delle Grazie, tra la statale 17 e la 80 a Scoppito, tra la statale 17 e via Campo di Pile, tra la statale 17 e via dei Medici, tra la strada regionale 17 bis e via Savini, a Paganica.

“È giunto il momento di iniziative sempre più importanti volte a far aprire gli occhi alla nostra assonnata classe dirigente”, affermano i promotori, “abbiamo deciso di inscenare una protesta di grande impatto: al centro di gran parte delle numerose rotatorie stradali della nostra città ognuno di noi posizionerà un tavolo sparecchiato e con le sedie tirate sù. Un grande cartello con la scritta #Gameover sarà visibile a tutti. È un segno di chiara resa. Dopo aver consegnato le chiavi al sindaco, idealmente comunicheremo ai nostri clienti che è finita: il comparto probabilmente non riaprirà. Fine delle emozioni, fine delle conviviali, fine delle serate, semplicemente #gameover”.

“Le rotatorie saranno occupate da noi imprenditori; chiedete ai vostri amici, collaboratori, fornitori, di fare altrettanto mettendo semplicemente e simbolicamente fuori casa loro un tavolino con una o più sedie rigirate e un cartello con la scritta #RAVV #GAMEOVER. La sofferenza è la sofferenza di tutti”.

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