VINITALY, CONSIGLIERI DELL’ABRUZZO IN “MISSIONE” A SPESE DELLA REGIONE


L’AQUILA – Se l’utilità della partecipazione all’Expo di Dubai poteva apparire dubbia, quella al Vinitaly per i consiglieri regionali dell’Abruzzo sembra essere del tutto superflua. Eppure, nonostante le polemiche delle scorse settimane sui viaggi negli Emirati Arabi pagate dall’ente, ecco che la Regione Abruzzo è pronta a farsi carico delle “missioni” dei propri rappresentanti al 54esimo salone internazionale del vino e dei distillati. Tutti, maggioranza, minoranza, di qualsiasi Commissione facciano parte e di qualsiasi cosa si occupino. E mentre l’ente non prevede alcuna pianificazione in termini di comunicazione e promozione della partecipazione dell’Abruzzo all’importante kermesse.

Secondo quanto ha svelato Il Centro, infatti, gli inquilini dell’Emiciclo potranno raggiungere Verona portando anche un proprio collaboratore. Tutto spesato.

Con un’apposita delibera di Consiglio regionale è stata autorizzata la partecipazione al Vinitaly dei consiglieri regionali in quanto ritenuto “l’appuntamento più grande dedicato al mondo del vino e oltre a svolgere la funzione di ambasciatore del vino italiano del mondo promuove l’eccellenza olivicola e agroalimentare italiana”.

L’autorizzazione, con il relativo trattamento di missione, si legge nell’atto della Regione, è però “limitata a un solo pernottamento”, mentre “sono giustificate le assenze eventualmente registrate alle riunioni degli organi istituzionali per l’intero periodo di partecipazione all’evento”. Per il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri, o un altro componente dell’Ufficio di presidenza, è prevista l’autorizzazione a partecipare a tutta la manifestazione, dal 10 al 13 aprile. Anche lui potrà essere accompagnato da un dipendente che dovrà supportarlo e che riceverà “un trattamento di missione”.

Questo, a poche settimane dalle polemiche per i viaggi a Dubai, consentiti non solo a presidente della Giunta e assessori, ma anche ai consiglieri (c’è da dire che, da quanto appreso, non tutti ne hanno “approfittato”), di maggioranza e anche di minoranza. E c’è stato anche chi ha fatto avanti e indietro più volte, partecipando a più d’una “missione”, come è evidente dalla nutrita comunicazione, istituzionale e non.

In quel caso, comprensibilmente considerate le distanze, i pernottamenti pagati sono stati due. Anche in quel caso giustificate le assenze alle riunioni istituzionali e possibilità di essere accompagnati da un collaboratore.

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