AL TEATRO CIRCUS DI PESCARA “L’ARMINUTA, STORIA D’AMORE E RABBIA IN UN ABRUZZO POCO CONOSCIUTO


PESCARA – Torna in Abruzzo L’arminuta, lo spettacolo teatrale a cura del Teatro Stabile d’Abruzzo tratto dal romanzo di Donatella Di Pietrantonio.

Ridotto per la scena da Giacomo Vallozza,  con la regia di Lucrezia Guidone che vede protagonisti  Beatrice Vecchione e la stessa Lucrezia Guidone, andrà in scena giovedì 13 febbraio alle ore 21,00 presso Teatro Circus di Pescara, all’interno della sesta edizione del festival “La cultura dei legami”, uno degli appuntamenti più significativi della scena culturale regionale, ideato e diretto da Edoardo Oliva del Teatro Immediato in collaborazione con il comune di Pescara, il Tsa e la Fondazione Pescarabruzzo.

Lo spettacolo è stato fortemente voluto dall’assessore alla cultura del comune di Pescara Mariarita Paoni Saccone: “L’allestimento de ‘L’Arminuta’ oltre a costituire il fiore all’occhiello del cartellone della rassegna curata dal direttore artistico del Teatro dell’Immediato Edoardo Oliva, rappresenta uno sforzo di promozione culturale che intende valorizzare le migliori energie creative del territorio, con personalità di primo piano quali la scrittrice Di Pietrantonio e la regista-attrice Guidone che per la prima volta recita nella sua città natale” ha dichiarato l’assessore in una nota.

L’arminuta é una storia che parla di vita, di appartenenza, di amori e di rabbia in un Abruzzo poco conosciuto, ruvido e vero. In prima persona la giovane protagonista narra, seguendo un articolato filo cronologico, con un linguaggio asciutto e intensamente espressivo, la sua insolita storia.

Lei è l’arminuta, la ritornata, colei che da una vita di città, che ha sempre creduto la sua, si trova a tornare nel paesello d’origine alla sua famiglia naturale. Deve così affrontare una vita aspra, in un ambiente povero ed estraneo se non ostile.

Solo la sorella Adriana, di poco più piccola, il fratello grande Vincenzo e il piccolo Giuseppe si distinguono, in modi diversi, in questa famiglia disordinata e confusa, e con loro la tredicenne — di cui non viene mai specificato il nome e che è individuata solo con il soprannome — riesce a stabilire relazioni.

Particolarmente difficile è il rapporto con la madre, anch’essa senza nome, posta a confronto con l’altra madre, quella adottiva, emblema di affetto, cura e protezione. Lei non sa i motivi di questo trasferimento che le segna l’esistenza, tutti sanno ma a lei non hanno detto, perciò mentre narra L’arminuta cerca risposta al suo perché dell’abbandono.

Per informazioni e prenotazioni, chiamare i numeri 333-6530249 e 338-8726382.

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