ARTE E RIGENERAZIONE URBANA AL BEHANCE PORTFOLIO REVIEWS 2019


PESCARA – Si è chiusa con successo la quarta edizione del Behance Portfolio Reviews, ospitata all’Aurum di Pescara. L’evento, promosso da Adobe e organizzato da Pepe Collettivo, in collaborazione con il Comune di Pescara, ha portato in città prestigiosi nomi del mondo della creatività e offerto ai giovani creativi la possibilità di mostrare i propri portfoli a esperti del settore.

Sono stati 22 gli appuntamenti proposti nel corso della due giorni tra case history, workshop, curated speakers, performance, contest. Dopo l’apertura di venerdì, affidata allo street artist e behancer Mr. Thoms, al designer e art director Andrea Berretta di Picame e alla digital content creator e influencer Federicola, anche ieri l’Aurum ha ospitato una giornata fitta di iniziative.

Un focus su arte pubblica e street art è stato ospitato questa mattina in Sala Tosti, in occasione della tavola rotonda “Arte e rigenerazione urbana”, moderata dalla giornalista Jenny Pacini. Punti di vista differenti e scambi di opinioni che hanno avuto un comune denominatore: la bellezza e l’importanza dell’arte. Alla tavola rotonda hanno partecipato: la giornalista bolognese Maria Chiara Wang, esperta di arte contemporanea e street art e autrice di un testo critico su “Vedo a Colori”, progetto con cui lo street artist marchigiano Giulio Vesprini ha riqualificato il porto di Civitanova Marche; Daniela Santroni, consigliera comunale di Pescara, e Alessandro Pompei, consigliere comunale di Montesilvano, amministrazioni che hanno investito sulla street art come strumento di riqualificazione urbana; l’architetto, curatore e critico d’arte Massimiliano Scuderi; gli street artist Mr. Thomps e Smake.

Maria Chiara Wang ha parlato del progetto di Giulio Vesprini e si è soffermata sul problema della conservazione delle opere realizzate dagli artisti di strada.

“Una visione a colori perché Giulio Vesprini, con un progetto autofinanziato e autoprodotto, è riuscito a conquistare la fiducia di civitanovesi e artisti che vi hanno contribuito in maniera spontanea, facendolo crescere. È cresciuto a piccoli passi Vedo a colori, arrivando a essere sostenuto anche dall’Unione Europea” ha raccontato la Wang. “La street art ha una grande potenzialità, sia per i luoghi in cui trova spazio, sia per il linguaggio espressivo, in grado di raggiungere molte persone. Sono diverse le amministrazioni che se ne stanno interessando”.

Tra gli aspetti positivi, il fatto che dei “non luoghi tornano a essere luoghi”, come nel caso di Civitanova Marche, ma anche che questo tipo di iniziative può essere visto come “un volano,un richiamo” dal punto di vista turistico. “L’importante è che venga sempre considerato l’aspetto sociale e che venga coinvolta la comunità, altrimenti c’è il rischio che la comunità non si senta rappresentata” ha aggiunto la giornalista bolognese, che ha acceso poi i riflettori sul problema della conservazione delle opere. “Sono opere di strada, esposte ad agenti esterni, che possono essere anche vandalizzate. Nascono come opere transitorie, ma come devono essere gestite se iniziano a rovinarsi? C’è il rischio che torni il degrado in quei quartieri?”.

Per Mr. Thoms, street artist romano, “la street art nasce come qualcosa di rivoluzionario, venendo dal basso. È chiaro che delle differenze ci sono a seconda di se ci sia o meno un committente. Il graffito nasce per deteriorarsi nel tempo, è quello che gli dà il valore aggiunto”.

Daniela Santroni e Alessandro Pompei hanno parlato delle esperienze delle amministrazioni comunali di Pescara e Montesilvano in materia di riqualificazione urbana attraverso la street art. Alcuni degli interventi di riqualificazione hanno visto la collaborazione di Pepe Collettivo: il murale di Millo nel quartiere pescarese di Fontanelle, quello di Pantonio al Ponte Flaiano di Pescara e quello di Peeta nel sottopasso di via Aldo Moro a Montesilvano.

“L’arte può essere classificata in tanti modi, ma la cosa fondamentale è che emozioni. L’obiettivo principale è riuscire ad avvicinare la cittadinanza, attraverso la street art, al concetto di arte in generale, quindi riuscire a sensibilizzare e fare cultura sul territorio” ha sottolineato Pompei.Arte non come un “qualcosa di elitario, a cui può avvicinarsi soltanto chi ha un percorso artistico e culturale di un certo tipo”, bensì come qualcosa che possa essere fruibile facilmente da tutti. Montesilvano è stato il primo Comune abruzzese a dotarsi di un regolamento sulla street art. Il primo intervento è stato quello di PixelPancho, sulle pareti delle case popolari di via Rimini. “PixelPancho ha chiamato la sua opera ‘Coesione’. Non a caso, la settimana di lavori per realizzarla è stato un momento di grande partecipazione e integrazione. Questo è il senso della street art e della rigenerazione urbana. L’arte è arte a 360°, l’importante è che sensibilizzi e che emozioni”.

Daniela Santroni ha ripercorso le tappe che hanno portato anche il Comune di Pescara a redigere un regolamento sulla street art e ha annunciato un progetto che consentirà di eseguire numerosi interventi per la riqualificazione delle periferie. “Sarà finanziato per dieci anni” ha annunciato. “Nel 2014 ho ereditato il lavoro svolto da Lucia Zappacosta, che con la sua associazione aveva iniziato a fare il censimento dei muri. Il regolamento era basico, ancora in bozza, ma il lavoro che lei ha fatto è stato importante perché ha coinvolto gli artisti. Ho aggiunto la parte relativa alla riqualificazione. Abbiamo lavorato su un doppio binario: il regolamento prevede sia spazi liberi che spazi da riqualificare con progetti che devono essere condivisi con l’amministrazione, come nel caso del murale realizzato da Millo. Sono previsti anche incontri con la cittadinanza, è importante la sinergia”.

L’auspicio, è emerso durante il dibattito, è che in futuro ci possa essere una maggiore collaborazione tra le due amministrazioni comunali, per portare avanti progetti condivisi.

Non solo street art. Massimiliano Scuderi, direttore artistico della Fondazione Zimei, ha dedicato il suo intervento all’arte pubblica. Scuderi ha fatto un focus su “Fuori uso”, iniziativa di Cesare Manzo che lo ha coinvolto per molti anni. “Pescara ha una grande storia legata all’arte contemporanea. Cesare Manzo pensò che occorresse un posto dove potersi esprimere e inventò Fuori uso. Ebbe il grande merito di aggregare artisti giovanissimi. Fuori uso è stato un importante progetto di rigenerazione urbana, che ha coinvolto il territorio”. Presente alla tavola rotonda anche l’artista molisano Smake, cofondatore del festival Draw the line di Campobasso.

In serata è stato reso noto il nome del duo vincitore della gara per designers “Creative Jam”, premiati dalla Ued con due buoni da spendere nei loro corsi e da Winsor & Newton con due set di colori promarker: il gruppo Haciko. I partecipanti si sono sfidati sul tema “Il paradosso social”. Menzione d’onore per il duo Nika, premiato con una stampa di Mr. Thoms.

La Scuola Comics ha, invece, premiato il portfolio di Giorgia Marrone con un anno di corso gratuito (premio del valore di 2.500 euro).