BONIFACIO ANGIUS AL L’AQUILA FILM FESTIVAL, “OVUNQUE PROTEGGIMI RACCONTA L’AMORE A VARI LIVELLI”


L’AQUILA – “Sarò ripetitivo, ma io non faccio film sui temi, faccio film sui personaggi. Li costruisco prendendo le mie caratteristiche fino a portarle all’estremo. Quello che mi interessava nel racconto di questo film non erano i personaggi emarginati che troppo spesso vengono descritti ed etichettati, ma mi interessava raccontare esseri umani che lungo il percorso della vita affrontano degli ostacoli, e questi ostacoli li portano ad essere come sono, quindi soli, ma non per scelta”.

Così Bonifacio Angius presentando all’Aquila il suo Ovunque proteggimi nell’ambito della rassegna “Prima! [gli italiani]” del L’Aquila Film Festival.

“È un incontro tra solitudini, ma non volute – ha aggiunto il regista – . Alessandro cerca Francesca e Francesca cerca Alessandro. Quindi è un film sull’amore a vari livelli, come l’amore materno, puro, ancestrale tra madre e figlio, amore come ancora di salvezza, perché Alessandro vede in Francesca un modo per potersi salvare”.

“È un film sul rapporto tra bene e male, mi piace raccontare come possano coesistere nello stesso momento, è come se nello stesso corpo ci siano sia il veleno che l’antidoto”.

“Da qui viene la componente religiosa: io credo di essere ateo, e a volte confondo la religione con la superstizione, ma il rapporto tra bene e male ha interessato moltissimi filosofi e teologi. Dei film, così come dei romanzi, si ricordano i personaggi più che la storia, i loro sentimenti, e l’interpretazione dei personaggi è libera perché il film non può essere percepito in un unico modo o sarebbe un film mediocre”.

“Questo film – ha continuato Angius – per me è la realizzazione di un sogno, perché è un film che parla di famiglia: Antonio è mio figlio, Francesca la mia compagna, Alessandro è come se fosse un fratello maggiore e questo mi avvicina alla modalità di lavoro di John Cassavetes, che per me è un mito”.

“Sono felice di aver realizzato la seconda ambizione che avevo, riuscire a mettere in un unico film tutti quegli elementi narrativi ed espressivi che mi hanno fatto innamorare del Cinema da adolescente: i perdenti, il desiderio di rivalsa, il non essere compresi dal mondo e il non comprendere il mondo, il non saper riconoscere qual è la positività o la negatività di quello che ti arriva, e poi il melodramma nel suo senso più alto, e in più la colonna sonora come elemento protagonista”.

“All’interno di questo film c’è molto di me stesso, ma c’è anche molto del cinema che ho amato, da Midnight Cowboy con Jon Voight a Le notti di Cabiria di Fellini, al personaggio di Rocky interpretato da Stallone“, ha concluso.