“DESIDERIO”, MELODRAMMA DI ROSSELLINI GIRATO A TAGLIACOZZO A CAUSA DEI BOMBARDAMENTI SU ROMA


L’AQUILA – “Costretta a trasferirsi in città a seguito delle molestie di un suo compaesano, Paola inizia a lavorare in una sartoria ma si ritrova ben presto coinvolta in un giro di prostituzione d’alto bordo. Nel frattempo conosce un brav’uomo, Giovanni, che si innamora di lei, ma la donna non ha però il coraggio di confessargli la verità. Tornata al paese per rivedere la sorella e riflettere sulle sue pene d’amore, Paola viene ricattata dall’uomo che l’aveva sedotta in passato: la sofferenza per questa situazione e il disprezzo della sua famiglia la spingeranno ad un gesto estremo…”.

Presentato nel 1946 dopo innumerevoli peripezie produttive, Desiderio è un melodramma ben girato che forse avrebbe meritato maggiore fortuna.

Roberto Rossellini aveva iniziato a lavorarci insieme a Giuseppe De Santis tre anni prima, superando, anche grazie all’intervento di Vittorio Mussolini, le difficoltà e le incomprensioni avute in passato con diversi produttori romani.

Il film avrebbe dovuto chiamarsi in origine Scalo Merci, ma proprio durante le riprese del primo ciak, il 19 luglio del ’43, la Stazione romana di San Lorenzo, teatro delle riprese, era stata pesantemente bombardata dagli Alleati.

Rossellini era allora riparato con famiglia e troupe al seguito a Tagliacozzo (L’Aquila), dove aveva tentato di far ripartire il film, cambiando ancora il titolo in Rinuncia e girando una quindicina di minuti, tra cui una sequenza importante, presso la Chiesa di Santa Maria del Soccorso, lungo la Via Valeria.

Tornato a Roma, ormai libera, Rossellini aveva però abbandonato il progetto e aveva iniziato a lavorare a Roma Citta Aperta: proprio uno degli attori del futuro capolavoro neorealista, Marcello Pagliero, molto amico del cineasta, decide di riprendere le riprese del progetto interrotto e riesce finalmente ad ultimarlo.

Il film, che molti considerano troppo “vicino” ad Ossessione di Visconti, viene però massacrato dalla censura, che non tollera i temi scabrosi e una scena di nudo nella quale l’attrice Elli Parvo si mostrava a seno nudo.

In fondo erano ormai passati alcuni anni da quando Clara Calamai e Doris Duranti erano apparse senza veli rispettivamente ne La cena delle beffe e Carmela, ma l’Italia era ben lontana dall’essere un paese realmente libero ed aperto e la censura avrebbe infierito ancora per decenni sulle opere più spregiudicate.

Regia: Roberto Rossellini e Marcello Pagliero
Soggetto: Anna Benvenuti
Sceneggiatura: I registi con Diego Calcagno, Giuseppe De Santis, Rosario Leone
Fotografia: Rodolfo Lombardi, Ugo Lombardi
Montaggio: Marcello Pagliero
Musiche: Renzo Rossellini
Produzione: Sovrania Film, Safir, 85 min B/N
Interpreti: Massimo Girotti, Carlo Ninchi, Elli Parvo, Lia Corelli, Roswita Schmidt

*critico cinematografico

L’uscita ormai prossima del mio volume Il cinema forte e gentile, dedicato ai film girati nella nostro stupendo Abruzzo, credo possa costituire anche uno stimolo per porre la giusta attenzione verso opere non sempre note che fanno parte di diritto della storia del nostro territorio e che spesso ne hanno fatto conoscere ovunque le bellezze e le tradizioni!

Sfogliando insieme le pagine della pubblicazione, realizzata con la preziosa collaborazione della casa editrice Arkhè, mi soffermerò con i lettori di Virtù Quotidiane sui momenti a mio parere più interessanti, raccontandovi aneddoti e tanti particolari sui luoghi scelti per quei film: mettiamoci quindi in marcia, alla scoperta, come è tradizione delle pagine che ci ospitano, del bello nascosto e dei piccoli segreti anche cinematografici di questa nostra terra meravigliosa…