DIETRO LE QUINTE DI “PANDEMIA”, LA COMMEDIA DEL TSA CHE IRRIDE IL VIRUS: “IL TEATRO COME MEDICINA, PER RIDERE E RIFLETTERE”


L’AQUILA – Tutto pronto per la prima nazionale di “Pandemia”, lo spettacolo teatrale diretto da Giuseppe Di Pasquale con Ninni Bruschetta, Federica De Benedittis e la partecipazione di Roberto Lipari, a cura del Teatro Stabile d’Abruzzo del neo direttore Giorgio Pasotti, che debutta domani al Ridotto dell’Aquila.

Attraverso la storia di una coppia che viaggia nel tempo, dagli anni ’20 sino ai giorni nostri, la commedia  gioca con ironia e sarcasmo sulla pandemia e sui suoi effetti, sviscerandone il lato più comico e grottesco, esorcizzandone gli aspetti più cupi e facendo riflettere col sorriso.

“Il testo nasce dall’idea di poter rappresentare, in sintonia con la riapertura dei luoghi di cultura, quello che ci ha impedito di essere liberi” racconta il regista a Virtù Quotidiane. “La pandemia è trattata in chiave originale, con una certa dosa di irridenza, di giuoco, che la coppia protagonista in questo percorso temporale che va dagli anni ’20 ad oggi, fa sulle situazioni che la pandemia crea: la paura, la superstizione, la fame, la rabbia, fino ad arrivare ad una conclusione che dà una speranza di ritorno alla normalità”.

“Un testo incredibilmente profetico, riesce ad individuare quello che è successo non solo a livello umano e sentimentale, ma anche sociale”, commenta Bruschetta. “La parte più comica è quando i personaggi cominciano a criticare la pandemia, come se fosse una cosa decisa da qualcuno. È importante riflettere sulla violenza della natura che forse si è arrabbiata un po’ per quello che le abbiamo fatto in questi anni”.

Prigionieri in una casa senza pareti, simbolo di una libertà che potrebbe esserci ma che non c’è, la coppia si difende dalla pandemia adattandosi e lasciandosi trasformare, in un rapporto che nei sette atti dell’opera non è mai uguale a sé stesso, fedele specchio della realtà che una relazione può vivere in tempi di pandemia. “Come una lunga storia teatrale tra questi due attori, in un continuo divenire dove c’è amore e c’è morte, c’è condivisione ma anche violenza e conflitto” spiega l’attore.

Uno spettacolo che assume un significato ancor più simbolico se pensato in chiave della riapertura dei teatri e dei luoghi di cultura, che come la casa che protegge i protagonisti dal contagio, può essere a tutti gli effetti un centro di ricovero dal male a cui la guerra invisibile del Covid ci ha costretto.

“Il teatro è un luogo dove ci si difende dalla realtà, attraverso il sogno e la speranza. è una medicina, ti trasforma e attraverso la rappresentazione ti fa passare l’amore per la vita”.

L’appuntamento è per domani, giovedì 20 maggio alle ore 20,00 e in replica l’indomani, venerdì 21 alle ore 17,00 e alle ore 20,00 presso il Ridotto del Teatro comunale dell’Aquila. Biglietti in vendita esclusivamente online sul sito del Teatro Stabile d’Abruzzo.

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