FINALMENTE A PAGAMENTO I GRANDI CONCERTI DELLA PERDONANZA

foto Raniero Pizzi

L’AQUILA – Parafrasando un vecchio quanto abusato adagio, ci si potrebbe domandare se non fosse cultura la modalità d’accesso alla cultura stessa.

Fa discutere – e induce scherno, irriverente e irrispettoso – la scelta del Comune dell’Aquila di far pagare il biglietto per alcuni dei grandi concerti in programma alla Perdonanza Celestiniana, l’evento storico-religioso considerato precursore del Giubileo, che ogni anno celebra l’indulgenza plenaria che volle Papa Celestino V nel 1294.

La decisione sarebbe stata indotta dalla volontà degli artisti di azzerare sì, in alcuni casi per l’ennesima volta, il proprio cachet, ma di far capire al pubblico che la cultura si paga. E che se lo si vuole donare, non significa che il proprio lavoro non abbia un valore.

Come si paga la professionalità di chiunque, ovunque. Tranne che all’Aquila, dove da sempre si dà per scontata la gratuità di qualsiasi cosa. E chi scrive appartiene a una delle categorie che forse più di ogni altra sconta questo malvezzo.

I concerti si pagano, ovunque. Più o meno grandi, più o meno importanti, in location più o meno prestigiose.

La professionalità, si paga.

E non significa forse fare cultura, dare questo insegnamento al pubblico? (m.sig.)