I CELESTINI DOPO CELESTINO, AL MUNDA DELL’AQUILA UN INCONTRO TRA STORIA, ARTE, RELIGIONE E SCIENZA


L’AQUILA – Non solo eremita e poi papa, ma anche fondatore di un ordine entrato nell’immaginario collettivo e nella cultura, non solo mistica. Così la congregazione dei Celestini viene indagata nel convegno al Museo nazionale d’Abruzzo (Munda) dell’Aquila, martedì 17 dicembre alle ore 16,30, attraverso grandi e numerose personalità di spicco: non solo beati, cardinali, vescovi e abati ma pure asceti, teologi, agiografi ed artisti la cui fama è spesso offuscata dal prestigio del Santo Fondatore.

L’incontro tra storia, arte, religione e scienza, organizzato dal prof Luca Ventura, con importanti interventi sull’ordine che ebbe enorme diffusione in Italia e in Francia, rappresenta un meritato tributo a personaggi importanti che rischiano di cadere in un ingrato oblio

Introduce i lavori prof. Edoardo Alesse, rettore dell’Università dell’Aquila.

Intervengono Lucia Arbace, direttore Polo museale dell’Abruzzo su “Carl Borromäus Ruthart, pittore e monaco celestino”; Katja Battaglia, docente materie letterarie, autrice saggi di storia del territorio su “Il Beato Roberto da Salle, discepolo di San Pietro del Morrone”; Mauro Congeduti, già direttore del Museo nazionale d’Abruzzo su “L’immaginario abruzzese di San Pietro Celestino, eremita, papa, martire, defensor civitatis”; Claudio Palumbo, Vescovo di Trivento e docente di storia della chiesa su “Qualcosa sui Celestini: dalle origini alla soppressione”; Giosofatto Pangallo, docente di italiano e storia, su “Don Giulio Mantineo da Terranova, Generale dei Celestini; Giacomo Telera dell’archivio storico sipontino di Manfredonia su “Celestino Telera e Pietro Santucci, Abati Celestini di Manfredonia”; Luca Ventura, medico, anatomo-patologo ospedaliero e paleopatologo dell’Aquila su “Il Sacro Corpo del Beato Jean Bassand da Besançon”.