I SOLISTI AQUILANI IN LITUANIA CON UN DOPPIO APPUNTAMENTO


L’AQUILA – I Solisti Aquilani in Lituania, per un doppio appuntamento: il 19 settembre saranno a Kaunas (Sala della Filarmonica Nazionale) e il 21 settembre a Plunge (Chiesa di San Giovanni Battista) nell’ambito del Festival Internazionale di Mykolas Oginskis.

Violino solista, Daniele Orlando.

In programma Michele Mascitti con il Concerto Grosso, op. 7, n.3 e n. 4 e Antonio Vivaldi con le Quattro stagioni, cavallo di battaglia dei Solisti che di questa opera hanno fatto un vero e proprio manifesto ambientalista.

Si tratta dell’ennesimo concerto che l’ensemble tiene all’estero, dove si è accreditato tra i più prestigiosi gruppi cameristici del panorama internazionale.

“Mai come oggi l’attività all’estero dei Solisti – afferma in una nota il direttore artistico Maurizio Cocciolito – trova ragioni nelle qualità del gruppo che può contare su due fattori di eccellenza: strumentisti giovani e dalle straordinarie professionalità, in grado di sostenere scambievolmente parti solistiche e d’insieme di elevato impegno virtuosistico e interpretativo e un repertorio che abbraccia le più diverse epoche musicali da quella pre-barocca alla musica contemporanea, con particolare riguardo ai compositori italiani”.

L’apertura è affidata ai concerti n.3 e n. 4 dall’opera 7 di Michele Mascitti. Nato a Villa Santa Maria, in provincia di Chieti, il musicista dopo gli studi a Napoli, si trasferì a Parigi dove acquisì una notevole reputazione avendo avuto l’onore di esibirsi con successo alla presenza del re.

Mascitti occupa un ruolo di fondamentale importanza nella diffusione della musica italiana in Francia all’inizio del Settecento, grazie anche allo straordinario successo di pubblico ottenuto soprattutto dalle prime sonate, ispirate a Corelli.

Gran finale con le Quattro Stagioni di Vivaldi.

“Tra questi pochi e deboli Concerti troverà le Quattro Stagioni”. Forse Antonio Vivaldi non immaginava, al momento di scrivere queste parole nella lettera dedicatoria al conte boemo Wenzel von Morzin in occasione della prima pubblicazione dell’op. VIII quale fama imperitura gli avrebbero reso quei “deboli” Concerti.

Le Quattro Stagioni di Vivaldi rappresentano, e con ragione come scrive Giacomo Manzoni, “il ciclo più noto delle composizioni vivaldiane. La maestria del trattamento degli archi e particolarmente del violino solista è in tutti e quattro i concerti veramente eccezionale: si può dire che questo ciclo è un’opera di grande importanza non solo per l’intrinseca bellezza musicale, ma anche per gli orizzonti nuovi-tecnici ed espressivi- che apre alla musica”.