IL CASTELLO DI ROCCASCALEGNA NEL LIBRO FANTASY “MAVI GIOLLI E LA PENISOLA DEI TESORI” DI ISABELLA CARCIONE


L’AQUILA – C’era una volta una bambina coraggiosa, dotata di una feconda immaginazione, che un giorno decide di intraprendere un viaggio avventuroso tra le bellezze del patrimonio artistico e culturale d’Italia, alla scoperta di se stessa. Capitolo dopo capitolo scopriremo chi è la piccola Mavi e, soprattutto, quanta bellezza inaspettata sono in grado di offrire i luoghi più reconditi e meno conosciuti, ma non meno affascinanti, della nostra penisola.

Parliamo del romanzo di Isabella Carcione, in arte Isabeau Isabeau, autrice romana impegnata professionalmente in ambito giuridico ma appassionata da sempre al mondo dell’arte e della scrittura. Dopo una serie di pubblicazioni a carattere tecnico giuridico, la Carcione ha pubblicato la sua prima opera fantasy, ma non un fantasy qualunque.

In Mavi Giolli e la penisola dei tesori le incredibili avventure del genere fantasy sono ambientate in paesaggi assolutamente reali, luoghi affascinanti carichi di arte e storia, dalle Langhe piemontesi alla Certosa di Padula a Salerno, da Ivrea, città patrimonio dell’Unesco, al castello di Roccascalegna in provincia di Chieti, tra le bellezze più suggestive d’Abruzzo, cui è dedicato un intero capitolo, solo per citarne alcuni.

Un genere narrativo nuovo e originale che ha già conquistato gli onori della critica con la definizione di artistic fantasy. La scrittrice, durante la stesura del libro, ha coniugato la creatività narrativa al viaggio che ha intrapreso personalmente nei luoghi scelti per le avventure della piccola Mavi.

“La passione per la scrittura mi accompagna da quando ero bambina – racconta l’autrice a Virtù Quotidiane -. Dopo le mie pubblicazioni confinate in aspetti prettamente tecnico giuridici, ho deciso di percorrere la strada della fantasia sperimentando un nuovo filone letterario. Un genere adatto anche ai bambini”.

L’ispirazione dell’autrice è nata dalla trasmissione televisiva di Alberto Angela, in particolare quella dedicata alle Grotte di Frasassi che “hanno rappresentato una autentica folgorazione, nel seguire la descrizione di quelle grotte meravigliose – ricorda – è come se mi fossi prefigurata l’idea di un romanzo di fantascienza”.

Riguardo l’Abruzzo, “ho scelto Roccascalegna, a dispetto di Rocca Calascio, perché – rivela – il castello che domina il piccolo borgo chietino è meno conosciuto. Affinché questo nuovo filone letterario avesse maggiore successo, ho inteso convogliare l’attenzione turistica verso luoghi meno famosi di altri, ma altrettanto suggestivi. Il romanzo ha anche questa finalità, attirare l’attenzione dei viaggiatori verso luoghi degni di attenzione”.

Il Castello di Roccascalegna ha origini antichissime, secondo alcune ricostruzioni storiografiche i fondatori furono i longobardi che, a partire dal Seicento, occuparono stabilmente le colline intorno al fiume Sangro. Edificato come ampliamento alla torre di guardia affacciata sulla valle del Rio Secco, un affluente dell’Aventino, il castello è stato oggetto di interventi successivi durante la baronia delle famiglie dei Carafa e dei Corvi. Una leggenda narra l’applicazione di una norma con cui il barone De Corvis obbligava tutte le donne del paese a passare la prima notte di nozze con lui anziché con lo sposo.

E chissà se gli ostacoli che affronta Mavi Giolli lungo la penisola dei tesori possano riscattare in qualche modo le donne ostaggio del leggendario barone tiranno. Lo scopriremo leggendo.

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