“IO + KIARA”, IL ROMANZO DI ESORDIO DI ALESSANDRO DI DOMIZIO


PESCARA – “Quanto costa essere normali?”. Parte da questa domanda il libro di esordio di Alessandro Di Domizio.

Classe 1984, pescarese, Di Domizio ha pubblicato su Amazon il suo primo romanzo, Io+Kiara. Ambientato nell’estate 1998, segna una vera svolta per l’autore che da circa 3 anni ha deciso di dedicare tutto se stesso a fotografia, musica, e ovviamente alla scrittura.

Nato a Pescara, dopo aver vissuto a Londra, Madrid, e aver girato quasi tutta Italia, Di Domizio ha scelto di tornare nella sua città. Cresciuto praticamente dentro lo studio fotografico del padre, con esperienze passate anche nel settore del commercio, Alessandro muove i suoi primi passi nella fotografia solo nel 2016, scegliendo questo mezzo artistico come sua principale occupazione. Inizia infatti a collaborare con festival e concerti tra Marche e Abruzzo.

Appassionato di musica fin da piccolo, impara a suonare in maniera autodidatta pianoforte e chitarra e inizia il suo percorso come autore, sia con collaborazioni musicali che con collaborazioni giornalistiche per il magazine TheSoundcheck.it dove attualmente si occupa di gestire e coordinare la sezione attualità.

Nel 2020 esce il suo primo romanzo autopubblicato su Amazon.

“Quando non sai dove andare è facile ritrovarsi in posti che non ti appartengono – si legge nella presentazione del libro – con persone che ti dicono quale sia la giusta dose di felicità da ingoiare ogni giorno. Solo una certezza mi rimaneva, la mia unica libertà: non assomigliare alla persona che mi aveva messo al mondo. Sì, non avevo piani precisi, però avevo Kiara. Il calendario segnava 1998, ed io volevo solo perdermi in tutto ciò che non ero, o che stavo diventando. In un giorno qualunque d’estate, di quelli in cui la pioggia al tramonto disegna sui finestrini racconti che nessuno leggerà mai, siamo salite nella macchina di uno sconosciuto per cominciare un nuovo viaggio, o magari semplicemente per fuggire dalla realtà. Passiamo la vita rincorrendo persone per sentirci speciali e luoghi fantastici per cercare riparo, senza mai chiedere a noi stessi la cosa più importante: Quanto costa essere normali?”. (m.p.)

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