LA DUREZZA SELVAGGIA DELL’ABRUZZO AQUILANO IN “UOMINI E LUPI”, GRANDIOSO AFFRESCO DI DE SANTIS
L’AQUILA – “Nell’immaginario paesino abruzzese di Vischio si ritrovano tutti i più abili cacciatori della zona per accaparrarsi il ricco premio di ventimila lire a capo messo in palio per una gara di caccia al lupo: tra loro Ricuccio, giovane sbruffone in realtà inesperto del mestiere e l’abile Giovanni, che arriva sul posto insieme alla bella moglie Teresa. Tra i due uomini nasce ben presto una forte rivalità, alimentata anche per l’interesse che Ricuccio mostra per la donna di Giovanni…”.
Nel 1956 la grande stagione del Neorealismo volgeva ormai al termine, e Giuseppe De Santis, che del genere fu uno dei padri riconosciuti, soprattutto con il celebrato Riso Amaro, si recava in Abruzzo per realizzare Uomini e Lupi, il racconto epico e tragico dell’atavico conflitto tra uomo e natura: in questo grande affresco assistiamo allo scontro tra razionalità e irrazionalità, all’insegna della lotta perenne tra gli elementi primordiali della natura e il tentativo antropomorfo di dominarla.
Discostandosi dai film precedenti, De Santis sembrò preferire l’analisi psicologica alla dinamica dei sentimenti, scelta confermata dall’utilizzo inedito per il suo cinema del grande e spettacolare formato Cinemascope, che qui, invece di esaltare l’umanità dei personaggi sembra al contrario rimpicciolirli e iscriverli in grandi quadri naturalistici.
Anche se vagamente improntato a un certo, per certi versi inevitabile didascalico bozzettismo, l’Abruzzo è molto presente nel film: il paesino dove si svolgono le vicende, Vischio, è inventato, e le riprese furono effettuate a Pescasserroli, a Scanno e nella sua minuscola frazione di Frattura Vecchia, durante la durissima e celeberrima invernata del 56.
De Santis scelse questi luoghi proprio per la propria natura selvaggia ma non aveva fatto i conti con la più abbondante nevicata del secolo. I lupi del titolo erano in realtà siberiani, importati per l’occasione dall’Unione Sovietica e affidati durante le riprese ad Angelo Lombardi, che proprio in quell’anno stava iniziando la registrazione delle prime puntate della trasmissione televisiva che l’avrebbe reso famoso come “l’Amico degli animali”.
Purtroppo, nonostante le cure i lupi non riuscirono ad adattarsi alla diversità del territorio e morirono tutti. Per il ruolo della protagonista Teresa fu scelta la bellissima Silvana Mangano, che seppe incarnare con grande efficacia la sanguigna e verace popolana.
Durante la lavorazione della pellicola ci fu anche il noto e definitivo litigio tra il regista e il produttore Goffredo Lombardo, il quale, non contento dell’introspezione psicologica presente nel film e desiderando una storia in stile western, intervenne di persona tagliando ben diciotto minuti di pellicola nel tentativo di rivitalizzare la storia: De Santis la prese male, abbandonò la lavorazione durante il montaggio cercando invano di far togliere il suo nome, e questo è il motivo per cui la regia fu firmata anche dal suo assistente, Leopoldo Savona.
Regia: Giuseppe De Santis (con Leopoldo Savona)
Sceneggiatura: Gianni Puccini, Elio Petri, Cesare Zavattini, Tullio Pinelli, Ivo Perilli, Giuseppe De Santis, Ugo Pirro
Fotografia: Pietro Portalupi
Montaggio: Gabriele Varriale
Musiche: Mario Nascimbene
Produzione: Trionfalcine, Titanus, 94 min,filmato in Cinemascope
Interpreti: Silvana Mangano, Yves Montand, Pedro Amendariz, Guido Celano
*critico cinematografico
L’uscita ormai prossima del mio volume Il cinema forte e gentile, dedicato ai film girati nella nostro stupendo Abruzzo, credo possa costituire anche uno stimolo per porre la giusta attenzione verso opere non sempre note che fanno parte di diritto della storia del nostro territorio e che spesso ne hanno fatto conoscere ovunque le bellezze e le tradizioni!
Sfogliando insieme le pagine della pubblicazione, realizzata con la preziosa collaborazione della casa editrice Arkhè, mi soffermerò con i lettori di Virtù Quotidiane sui momenti a mio parere più interessanti, raccontandovi aneddoti e tanti particolari sui luoghi scelti per quei film: mettiamoci quindi in marcia, alla scoperta, come è tradizione delle pagine che ci ospitano, del bello nascosto e dei piccoli segreti anche cinematografici di questa nostra terra meravigliosa…
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