Cultura 29 Mar 2019 10:41

“L’AQUILA IN 10 X”, ALLA SHARKY ART GALLERY IL RACCONTO DI DUE FOTOGRAFI ROMANI

“L’AQUILA IN 10 X”, ALLA SHARKY ART GALLERY IL RACCONTO DI DUE FOTOGRAFI ROMANI

L’AQUILA – Domenica 7 aprile alla Sharky Art Gallery, in corso Vittorio Emanuele all’Aquila, alle ore 17,00 si inaugura la mostra fotografica “L’Aquila in 10 x”.

Protagonista è L’Aquila a 10 anni dal sisma del 6 aprile 2009, guardata da un nuovo punto di vista: a guidare i visitatori saranno, infatti, gli obiettivi di due giovani fotografi romani, Luca Tentorio e Gianluca Brezzi.

Il percorso – si legge in una nota – tende a eliminare la visione d’insieme e con questa scelta costringe ad un cambio di prospettiva, mostra le cose secondo una visione diversa. È un focus, quasi un ingrandimento in 10x, che permette di scoprire e (a volte ammirare) i dettagli, quei particolari che sfuggono a un passante distratto.

Lo scopo delle fotografie è la riflessione degli spettatori: la rievocazione, nelle loro menti, di ricordi sopiti, di sensazioni quasi dimenticate. Attraverso immagini che sono astratte e concettuali, ma che attraverso i titoli si ricollegano alla realtà, viene presentato un percorso insolito nel centro storico della città che sta faticosamente rinascendo. Un percorso in parallelo: fotografie come “Cicatrice”, una crepa sottile, due lembi di intonaco nuovamente riuniti tra loro, è lì, indelebile, ed è il segno di qualcosa che rimane a perpetua memoria, ma significa anche che non tutto è andato perduto: si può ricucire ed andare avanti.

A “Cicatrice” fa da specchio “Radici”, quelle radici a cui ognuno di noi si sente legato, che come le cicatrici inevitabilmente fanno parte del nostro essere: le radici le porti sempre con te, sono il simbolo di una base, qualcosa di solido a cui appoggiarsi nei momenti del bisogno per poter riemergere.

Il loro vuole essere un messaggio di sostegno, di esortazione, di sprono.

Partendo da toni cupi, le loro fotografie diventano un’esplosione di colore, cariche di positività: per concludersi con “Memoria” e “Attesa”: la prima “la madonna di San Berardino” protetta (e imprigionata) tra le impalcature e la seconda un portone in legno, nuovo, ma ancora con il cellophane…la memoria del passato, indelebile e protetta e l’attesa fervente di futuro.

L’esposizione resta aperta fino al 14 aprile dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 20. Ingresso gratuito.


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