LE FUNZIONI BENEFICHE DEL CBD NEI 15 ETTARI DI CARLITO’S WEED: “ABRUZZO IDEALE PER COLTIVAZIONE DELLA CANAPA”
di Mattia Fonzi
CORFINIO – Con oltre centomila ettari coltivati, negli anni ’40 l’Italia era, dopo l’Unione Sovietica, il secondo produttore al mondo di canapa. Per tanti motivi negli anni ’70 moltissimi campi sparirono, e con essi la produzione. Negli ultimi anni, tuttavia, c’è un nuovo boom della canapa, complici anche alcune recenti leggi che hanno favorito l’insediamento e la commercializzazione, tanto che nell’ultimo quinquennio i terreni coltivati a canapa sono più che triplicati.
L’entroterra abruzzese non fa eccezione: diversi sono i terreni a canapa in Valle Subequana, ad esempio, e una quindicina sono gli ettari coltivati nel territorio comunale di Corfinio (L’Aquila), sulle colline che si affacciano sull’assolata Valle Peligna, in provincia dell’Aquila.
Centinaia di piante di proprietà e cura dell’azienda agricola di Carlo Massimiliano Gatti, la “Carlito’s Farm”, così com’è stata ribattezzata dallo stesso titolare. A poco meno di 400 metri sul livello del mare, nel Parco nazionale della Majella, a Corfinio (L’Aquila) Gatti e i suoi collaboratori producono e coltivano infiorescenze di canapa sativa, dai più conosciuta come canapa light, il cui utilizzo è stato legalizzato, come noto, da una legge del 2016.
Le coltivazioni, tutte in campo aperto, diventano i prodotti a marchio “Carlito’s Weed“, un brand relativamente giovane, e che tuttavia sta facendo già parlare di sé: “Le nostre varietà vengono coltivate in Italia da secoli, per questo sono perfettamente adattate al clima dell’Abruzzo interno – afferma a Virtù Quotidiane Carlo Gatti – la purezza dell’ambiente si trasmette alle infiorescenze, conferendo loro un’incredibile profumazione. I pini della Majella sembrano aver regalato e ceduto loro la resina di cui sono ricche”. I semi di provenienza, inoltre, sono di varietà selezionate e certificate tra quelle autorizzate per la coltivazione della canapa in Europa. Sono tate scelte anche in base alla loro esposizione al sole, alla qualità dell’acqua per l’uso irriguo, alle correnti d’aria e agli sbalzi termici non certo rari sulle alture dell’Abruzzo interno. D’altronde il claim dell’azienda agricola abruzzese è handmade with love (fatto a mano con amore).
Si percepisce la passione, ma anche la fatica quotidiana, dalle parole del titolare del marchio Carlito’s Weed: “La canapa può essere una risorsa fondamentale sia per la creazione di lavoro, che per la tutela ambientale – sostiene – abbiamo iniziato la produzione di canapa sativa lo scorso anno piantando 300 piante di semi certificati, e finora la nostra produzione ha dato ottimi risultati”.

La pianta della canapa contiene piu di quattrocento composti naturali, tra i quali i due principali gruppi di molecole con proprietà attive: i terpeni ed i cannabinoidi, a cui appartiene il Cbd, uno dei uno dei principali cannabinoidi che si rintracciano nella canapa. Il Cbd non ha proprietà psicoattive come il suo parente più stretto, il tetraidrocannabinolo (Thc) e nelle inflorescenze coltivate da Carlito’s Weed il Thc è inferiore al massimo consentito dalla già citata legge di tre anni fa.
Negli anni, molte ricerche in Italia e nel mondo hanno dimostrato l’efficacia di estratti e concentrati di Cbd per combattere i sintomi di varie malattie spesso croniche o degenerative come il Parkinson, l’Alzheimer, la fibromialgia, alcuni tipi di epilessia, e molti altri disturbi come gli attacchi di panico, la schizofrenia. È un buon metodo naturale per combattere problemi come i sintomi dell’ansia e dello stress, l’insonnia e l’emicrania, ma è anche un buon miorilassante. Così, la canapa “legale” può essere commercializzata per uso tessile, per confezionare alimenti, cosmetici, oli, per uso terapeutico e prodotti per la bioedilizia, fino alla trasformazione della canapa in bioplastica o carta.
“Crediamo alla crescita di questo mercato, anche perché i consumatori sono molto attenti, e cercano un prodotto di qualità – evidenzia Roberta Di Fabio, responsabile marketing dell’azienda di Gatti – il nostro è anche un modo per valorizzare un territorio meraviglioso”. Roberta si è avvicinata alla realtà di Corfinio un anno fa, proprio perché l’olio di Cbd viene utilizzato con ottimi risultati da sua madre, malata di Alzheimer.
Le coltivazioni della “Carlito’s farm” sono biologiche, non utilizzano fertilizzanti – tranne quelli di origine animale – e il prodotto finale non viene trattato con additivi. Il tutto, infine, viene confezionato in piccole scatole tonde di metallo, insieme alle specifiche di ogni prodotto. Ad oggi, Carlito’s Weed dà il marchio a tre tipologie di canapa light, chiamata come i tre famosi gangsters nordamericani degli anni ’20: Al Capone, John Dillinger e Thelma Wright.
Sono in corso di lancio, inoltre, altre due linee di prodotto, due tipi di tisane, sempre rigorosamente a base di canapa sativa: una accompagnata da melissa e rosmarino, l’altra da camomilla e bacche di rosa canina.
Magari un giorno non troppo lontano la coltivazione di canapa in Italia tornerà ad essere imponente come fino a qualche decennio fa. E chissà, il ritorno ai vecchi fasti sarà dipeso anche da giovani e coraggiosi imprenditori agricoli dell’entroterra abruzzese.
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