“NILA, BINA E IL FIORE DI LAVA”, ALL’AQUILA UNO SPETTACOLO SCRITTO E INTERPRETATO DA RAGAZZI DISABILI


L’AQUILA – Domenica prossima, 27 ottobre alle ore 16,00, presso l’Auditorium del Conservatorio di L’Aquila “Alfredo Casella” in Via Francesco Savini, l’Associazione temporanea di scopo del progetto “Con tutti i colori del mondo” composta dalla cooperativa Verdeaqua Nuovi Orizzonti, l’A.P.T.D.H. (Associazione per la tutela dei diritti dell’handicap), il Cnos-Fap (Centro nazionale per le opere salesiane-formazione aggiornamento professionale) la Regione Abruzzo e l’associazione culturale Quarto di Santa Giusta-Muspac, presenta “Nila, Bina e il fiore di lava”, spettacolo conclusivo del progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri–Dipartimento per le Pari Opportunità.

L’iniziativa – informa una nota – è nata da una ricerca interna ad opera della cooperativa Verdeaqua Nuovi Orizzonti sui fabbisogni dei disabili assistiti, dalla quale è emerso che le famiglie chiedono attività aggiuntive e formative diverse da quelle scolastiche, ritenute limitate ed eccessivamente circoscritte rispetto al cammino di sviluppo e crescita che ogni utente deve compiere per raggiungere autonomia e capacità di scelta, aspetti fondamentali per vivere pienamente la propria vita.

“Con tutti i colori del mondo” ha risposto a queste esigenze, dando ai ragazzi diversamente abili la libertà di pensare e realizzare tutto il percorso creativo che ha portato allo spettacolo finale, grazie anche ai laboratori di scrittura a cura dell’A.P.T.D.H e quelli di recitazione, musica, danza e scenografia a cura dell’Associazione Culturale Quarto di Santa Giusta.

L’uso dell’arte ha rappresentato per i partecipanti un potente strumento di comunicazione fruibile e accessibile a tutti, che ha unito le persone,  permettendo anche ad un gruppo poco omogeneo, composto da adolescenti, donne e uomini, giovani e adulti, ciascuno con le proprie sicurezze e capacità, paure e debolezze, di trovare un punto di incontro, divertirsi, imparare e costruire qualcosa di grande insieme.

Grazie al progetto è stato possibile inoltre costruire e consolidare la rete partenariale attraverso il coinvolgimento di rappresentanti del pubblico, privato e sindacale, al fine di creare un modello di dialogo e di intervento che migliori i servizi socio-assistenziali.

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