Cultura 21 Apr 2018 19:29

QUANDO FOLCO QUILICI RACCONTÒ L’ABRUZZO DAL CIELO IN MANIERA STRAORDINARIA

QUANDO FOLCO QUILICI RACCONTÒ L’ABRUZZO DAL CIELO IN MANIERA STRAORDINARIA

L’AQUILA – Folco Quilici, scomparso nel febbraio di quest’anno, è stato tra i più grandi documentaristi della storia del cinema e della televisione, inserito dalla rivista Forbes tra le cento firme più influenti di sempre grazie ai suoi lavori video e ai suoi scritti sull’antropologia e sull’ambiente.

Notissimo a livello internazionale, grazie ad opere come Sesto continente, Oceano, Cacciatori di navi, Quilici fu anche autore, dal 1966 al 1978, di una straordinaria quanto insolita serie italiana di quattordici eccezionali documentari girati dal cielo, realizzati con lo scopo di far osservare per la prima volta dall’alto le bellezze paesaggistiche ed artistiche dello stivale.

In questo caso lo sguardo già attento di Quilici poté giovarsi di un punto di vista assolutamente inedito come quello rappresentato dal cielo, affiancato per la scrittura dei testi dai più grandi intellettuali dell’epoca, per l’occasione i commenti dei filmati furono affidati a importanti letterati e storici d’arte dell’epoca come Cesare Brandi, Mario Praz, Italo Calvino, Guido Piovene, Michele Prisco, Ignazio Silone e Mario Soldati.

Le riprese, commissionate dalla Esso Italiana, furono effettuate tramite piccoli aeroplani e soprattutto elicotteri, con riprese incredibili, assolutamente innovative per l’epoca e rese possibili grazie all’invenzione dell’Helivision, straordinario marchingegno che permetteva di attenuare le vibrazioni della macchina da ripresa sistemata a bordo: per la prima volta si poteva ammirare l’Italia dal cielo avvicinandosi in maniera impressionante ai monumenti.

La puntata dedicata all’Abruzzo, la quarta realizzata, fu accorpata a quella sul Molise e si giovò del commento scritto da Ignazio Silone, con le musiche del maestro Bruno Nicolai: dal cielo il pubblico scoprì prospettive inedite e stupefacenti come allora raramente era stato possibile ammirare, le splendide catene montuose appenniniche, le città con i loro monumenti, gli antichi castelli, la costa.

Grande attenzione fu poi riservata da Quilici alle tradizioni religiose, con straordinarie documentazioni video in particolare della Madonna che scappa a Sulmona e della processione dei Serpari a Cocullo. Lucida ed elegante, e non priva di acute osservazioni, la disamina che dal cielo Quilici e Silone dedicarono a L’Aquila: “Ostentato orgoglio per la propria tradizione è proprio degli aquilani, che, forse per la scarsa immigrazione, hanno tutti qualcosa di comune e di ereditario nel carattere, in cui il tratto più notevole è certamente la fierezza… altre città d’Abruzzo rimproverano appunto agli aquilani l’orgoglio, ma esso appare giustificato se la città, solo a sorvolarla dal cielo, si svela in un così severo e tradizionale impianto urbano, e così ricca di pregevoli opere di architettura civile e religiosa”.

Ricordo con emozione una giornata trascorsa con Folco Quilici all’Aquila, una decina di anni fa, quando presso l’aula magna dell’Accademia dell’Immagine incontrò gli studenti aquilani: la sera, a cena alla Trattoria San Biagio, mi incantò con racconti impressionanti, uno in particolare, su un incontro ravvicinato tra lui e la moglie in barca e una balena, che da vicino li osservava immobile, mi rimarrà impresso per sempre e ogni volta mi procura brividi.

Alla sua uscita L’Italia vista dal cielo fu un evento culturale di proporzioni enormi, con presentazioni di gala nelle città capoluogo e una capillare distribuzione nelle scuole e negli Istituti di Cultura all’estero e successivamente in televisione attraverso la Rai. Un successo incredibile, a tal punto che, a quasi cinquant’anni dalla sua realizzazione, l’interesse del pubblico resta immutato ancora oggi, con i vari episodi della serie continuamente riproposti da Raistoria e da numerose emittenti locali: dal 2002 i singoli documentari sono stati restaurati e distribuiti su dvd accompagnati da volumi fotografici.

Regia: Folco Quilici
Testo: Ignazio Silone, Folco Quilici
Fotografia: Giovanni Scarpellini, Bruno Vespasiani
Musiche: Bruno Nicolai
Produzione: Moana per Esso Standard Italiana 36 min colore

*critico cinematografico

L’uscita del mio volume Il cinema forte e gentile, dedicato ai film girati nella nostro stupendo Abruzzo, credo possa costituire anche uno stimolo per porre la giusta attenzione verso opere non sempre note che fanno parte di diritto della storia del nostro territorio e che spesso ne hanno fatto conoscere ovunque le bellezze e le tradizioni!

Sfogliando insieme le pagine della pubblicazione, realizzata con la preziosa collaborazione della casa editrice Arkhè, mi soffermerò con i lettori di Virtù Quotidiane sui momenti a mio parere più interessanti, raccontandovi aneddoti e tanti particolari sui luoghi scelti per quei film: mettiamoci quindi in marcia, alla scoperta, come è tradizione delle pagine che ci ospitano, del bello nascosto e dei piccoli segreti anche cinematografici di questa nostra terra meravigliosa…


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