SABATO PROSSIMO IL PRIMO MATRIMONIO NELLA SANTA MARIA AD CRYPTAS TORNATA A SPLENDERE


FOSSA – Appena riaperta e riconsacrata e già presa d’assalto da giovani coppie. La chiesa di Santa Maria ad Cryptas, gioiello architettonico del XIII secolo di Fossa (L’Aquila) ospiterà sabato prossimo il primo matrimonio.

Lo ha svelato il sindaco, Fabrizio Boccabella, durante la partecipata cerimonia di stamattina con la quale il monumento è stato restituito alla collettività dopo un lungo e sapiente intervento di restauro strutturale e conservativo, conseguente all’evento sismico del 2009, offrendo al godimento pubblico una rara testimonianza di pittura parietale abruzzese di età medievale incredibilmente sopravvissuta.

“Ci fa piacere che si riapra alla pubblica fruizione un edificio di culto, tra l’altro che racchiude al suo interno un apparato decorativo preziosissimo – ha detto il segretario regionale del Ministero dei beni culturali, Stefano D’Amico – . Come ministero siamo convinti che l’unica possibilità per dare un ruolo centrale ai beni culturali è che essi siano fruiti e fruibili. È una bellissima giornata per l’Aquila e per l’intera regione. Tutto questo è stato reso possibile dalle varie strutture del ministero, il Segretariato e le due Soprintendenze dell’Aquila e dell’Abruzzo che lavorano in simbiosi”.

“Restituiamo al culto una chiesa che è emblema di un intero territorio e dell’Italia – detto il sindaco – . Ho ricevuto tante richieste per visite guidate all’interno della chiesa che è stata tra l’altro il monumento più visitato in Abruzzo in occasione delle recenti giornate di Primavera del Fai. La chiesa sarà aperta al pubblico e presto saranno stabiliti giorni e orari, nel frattempo c’è la possibilità di richiesta di visita al Comune con personale dedicato”.

Stazione appaltante dell’intervento è stato il Segretariato regionale Mibact, con la direzione dei lavori affidata all’architetto Franco De Vitis, mentre la parte storico artistica è stata affidata alla storica dell’arte della Soprintendenza Anna Colangelo.

“Sia la parte architettonica che gli apparati decorativi avevano subito notevoli danni – ha spiegato la Colangelo – . È stata necessaria un’attenta opera di consolidamento sia delle strutture murarie sia degli affreschi così come il completamento dell’intervento di consolidamento per una buona parte dei dipinti anche con il restauro pittorico. Il tutto è stato fatto in più fasi e con più ditte. I consolidamenti sono stati ripetuti più volte perché i vuoti erano tanti. Completeremo la fase di integrazione pittorica in tempi abbastanza brevi”.

Alla cerimonia, con testimonial il conduttore Roberto Giacobbo, è seguita una santa messa celebrata dall’arcivescovo dell’Aquila, cardinale Giuseppe Petrocchi.

All’interno della chiesa gli affreschi si dilatano ricoprendo del tutto le pareti e mostrando episodi desunti dall’Antico e dal Nuovo Testamento. Emergono due cicli pittorici: il primo, datato alla seconda metà del 1200 è uno degli esempi più importanti di pittura gotico-bizantina finora conosciuta in Abruzzo; il secondo, della metà del 1300, mostra un nuovo linguaggio artistico ispirato alla pittura toscana e umbra.

Virtù Quotidiane ha trasmesso in diretta la cerimonia di riapertura, grazie alle imprese che si sono occupate dei lavori di recupero, durati circa due anni con un costo di oltre 600.000 euro: Antenucci Ugo srl di Isernia, che per i restauri si è avvalsa della collaborazione della ditta Berta Giacomantonio Restauro e conservazione, e Archeores srl di Roma.

 

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