SANTO STEFANO DI SESSANIO, LA STORIA DI KIHLGREN IN UN LIBRO


CANZANO – Finisce in un libro la storia di Daniele Kihlgren, l’imprenditore italo-svedese artefice della riqualificazione del borgo di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), recuperato a partire dalla fine degli anni Novanta e trasformato in albergo diffuso.

I tormenti del giovane Kihlgren sarà presentato venerdì 21 aprile alla Tenuta Cerulli Spinozzi di Canzano (Teramo).

Insieme all’autore interverranno l’imprenditore Enrico Cerulli Irelli, l’archeologa Paola Di Felice, il rettore dell’Università di Teramo Luciano D’Amico e il giornalista Nicola Catenaro.

Durante la presentazione, letture sceniche di brani tratti dal libro.

Alla prima uscita ne seguiranno altre, le date già fissate sono quelle del 28 aprile a Santo Stefano di Sessanio e dell’11 maggio a Pescara. A Teramo il libro sarà presentato nell’ambito del MaggioFest.

È il primo libro di Daniele Kihlgren, l’imprenditore che ha trasformato il borgo mediceo del Gran Sasso aquilano in un albergo diffuso di straordinaria qualità, riscoprendo e valorizzando la cultura materiale del luogo.

Un libro che non lascia indifferenti, un testo molto intimo, una narrazione estremamente originale, nella quale rileggere una vita intera, tra racconti, testimonianze, ricordi, intuizioni, emozioni.

“Tanti anni fa – scrive Kihlgren – arrivai per caso in un borgo quasi integralmente abbandonato della terra d’Abruzzo, Santo Stefano di Sessanio; mi ero perso per le vie sterrate intorno al castello medioevale di Rocca Calascio e, vagando per quei territori, giunsi per caso in una strada che risaliva la montagna verso l’altipiano di Campo Imperatore, finché apparve d’improvviso il borgo incastellato lambito da un piccolo lago creato da una fonte sorgiva naturale. Nel borgo antico e nel paesaggio agrario circostante non vi era segno alcuno del ventesimo secolo… Tutto si era fermato al tempo passato. Solo il borgo di pietra che si fondeva con un paesaggio rurale ricco di segni di antiche pratiche di sussistenza ormai quasi in disuso. Erano anni che cercavo luoghi…”.