SULLA VIA DELLA TRANSUMANZA, “IL VIAGGIO DELLA SPOSA” DI SERGIO RUBINI TRA GLI SPLENDIDI PAESAGGI D’ABRUZZO

L’AQUILA – Nel 1997 il bravo Sergio Rubini dirigeva quello che a tutt’oggi è considerato uno dei suoi migliori film, Il viaggio della sposa, da lui interpretato insieme alla bella e brava Giovanna Mezzogiorno: si tratta di un bell’affresco dell’Italia centro-meridionale del ‘600, con un’ambientazione storica ispirata alla commedia dell’arte e in particolar modo alle atmosfere de Lo cunto de li cunti, la notissima e preziosa raccolta di fiabe di Giambattista Basile.

Il film ottenne un lusinghiero successo di pubblico e di critica, dovuto in gran parte alla scelta registica di raccontare con semplicità estrema il particolare legame tra una nobildonna e uno stalliere alla base della vicenda, e all’oggettiva bravura dei due protagonisti, alle prese con due ruoli non semplici e irti di difficoltà.

Se è nota la particolare predilezione di Rubini per storie ambientate e realmente girate nella sua amata terra, la Puglia, è forse meno conosciuto il suo interesse altrettanto forte per l’Abruzzo, testimoniato ad esempio dalla grande presenza di location, in questo caso teramane, Civitella del Tronto (Teramo), il territorio di Montorio al Vomano, e lo stesso capoluogo di provincia, utilizzate in un altro suo ottimo film, Colpo d’occhio.

A onor del vero bisogna poi ammettere che il bravo attore è stato tra i primi a girare con convinzione nella sua terra natale, anticipando con grande acume tutta la lunga serie di film che sarebbero poi arrivati grazie al richiamo della Apulia Film Commission, che insieme a quella piemontese è oggi tra le più ricche e attive film commission d’Italia: non è un caso che la stragrande maggioranza dei film italiani sia oggigiorno ambientata in queste due regioni.

Il viaggio della sposa fu invece girato tra l’Abruzzo e la Puglia, forse idealmente ispirandosi ai celebri tratturi, il più famoso dei quali era quello denominato L’Aquila-Foggia, che venivano attraversati dai pastori per la transumanza.

Il film inizia con un diretto collegamento tra Atri (Teramo), dove viveva Porzia, la protagonista, e Conversano, dove l’aspetta il suo promesso sposo: in realtà le scene ambientate nel convento sono state realizzate realmente ad Atri per quanto riguarda gli interni, mentre gli esterni furono girati all’Abbazia di San Giovanni a Lucoli Alto (L’Aquila).

In queste scene iniziali Rubini cita anche la nobile famiglia abruzzese degli Acquaviva, che realmente aveva possedimenti nelle Puglie.

Per tutto il prosieguo del film, anche quando i protagonisti si trovano ormai in territori lontani, furono ampiamente utilizzati gli splendidi paesaggi abruzzesi, dalla Piana di Campo Imperatore nella zona tra Castel del Monte e Assergi ai boschi sottostanti i Prati di Tivo, nel territorio di Pietracamela.

Altre location furono scelte poi ancora in Puglia, Bitonto, Vieste, Castellana Grotte, Gravina, Altamura, Noci, e nel Lazio, tra cui le reatine Castel di Tora e Paganico Sabino e Montelanico e Carpineto nei pressi di Roma.

Splendida la fotografia del film, con una intensa luce in esterni e ombre crepuscolari negli interni, realizzata da Italo Petriccione, che in quegli anni fu premiato a L’Aquila con il prestigioso Premio Almendros che veniva assegnato ai più promettenti direttori della fotografia internazionali.

Anche le musiche del film parlavano abruzzese, perché furono realizzate dal compositore nativo di Città Sant’Angelo (Pescara) Germano Mazzocchetti.

“Nel Seicento, in Abruzzo, una giovane nobile, Porzia, deve essere accompagnata dal convento in cui è stata educata fino alla residenza del suo promesso sposo, a Conversano di Puglia: durante il tragitto il convoglio viene assalito dai briganti e la scorta uccisa, solo la giovane e uno stalliere, Bartolo, sopravvivono. I due sono costretti a continuare da soli il lungo viaggio, non privo di insidie e disagi: dopo la prima iniziale diffidenza iniziano lentamente a conoscersi meglio…”.

Regia: Sergio Rubini
Sceneggiatura: Sergio Rubini, Raffaele Nigro, Filippo Ascione, Umberto Marino
Fotografia: Italo Petriccione
Montaggio: Angelo Nicolini
Costumi: Maurizio Millenotti
Musiche: Germano Mazzocchetti
Origine: Italia, 1997, 104 min. colore
Interpreti: Sergio Rubini, Giovanna Mezzogiorno, Franco Javarone,  Umberto Orsini, Carlo Mucari, Maria Rosario Salerno

*critico cinematografico

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