“TEATROMOTO”, IL SISMA E LA RINASCITA SOCIALE IN UN LIBRO DI VALERIA ESPOSITO


POGGIO PICENZE – Raccontare delle evoluzioni sociali del post-sisma, immergendosi nel quotidiano delle comunità colpite e creando, per quanto possibile, un ponte con il presente. Questo l’intento di Valeria Esposito, counselor napoletana e autrice del libro Teatromoto. Utopie possibili e scenari da realizzare, presentato il 29 marzo scorso a Vico Equense (Napoli).

Un lavoro che rappresenta il punto di arrivo di un progetto omonimo, messo in piedi tra 2009 e 2010 a Poggio Picenze (L’Aquila), dall’associazione campana Agita, con lo scopo di dare un aiuto alla popolazione, attraverso una serie di interventi culturali volti alla ricostruzione della socialità perduta a seguito terremoto.

“Ho sentito l’esigenza di scrivere questo libro per illustrare ciò che è avvenuto in questi 10 anni e far conoscere la quotidianità del terremoto a chi non ha nessuna esperienza in merito, se non indirettamente, tramite la carta stampata o i tg”, racconta a Virtù Quotidiane.

In particolare, il volume è composto da più parti e si avvale di contributi di personalità diverse: l’architetto impegnato nella ricostruzione delle zone marchigiane dell’osso dell’Appennino Vincenzo Salmone per esempio, la giornalista del quotidiano Il Mattino Rossella Trotta, la psicologa Alma Gentinetta e altri specialisti.

Tra questi spicca ovviamente la voce della stessa autrice, intervenuta come volontaria sul campo a qualche mese dal sisma. “Le appendici sono state scritte immediatamente dopo il primo intervento e, nel corso della stesura, non ho voluto modificarle, in quanto raccolgono sensazioni e sentimenti a caldo – spiega – . Per dare poi al volume un’impronta più diretta ed esaustiva ho voluto riportare anche le voci dei ragazzi di Poggio Picenze, con cui sono stata a contatto in tutti questi anni”.

Come precisa infatti la counselor campana, nel piccolo centro dell’aquilano il progetto “Teatromoto” è potuto proseguire nel tempo grazie alla “disponibilità delle istituzioni locali e all’entusiasmo della popolazione”.

“Stiamo parlando di un’iniziativa che ha preso piede solo qualche giorno dopo il 6 aprile – ricorda – , quando l’Agita si è subito attivata per dare un conforto morale e materiale agli amici abruzzesi. Ricordo che fu una socia friulana dell’associazione a proporre la denominazione ‘Teatromoto’, proprio per porre l’accento sulla doppia valenza del progetto: da un lato la tragedia da affrontare, dall’altro il teatro che si mette in moto per affrontarla”.

Agita nasce infatti con l’obiettivo di promuovere la cultura teatrale nella scuola e nel sociale, integrando tutte le sue implicazioni artistiche e pedagogiche. Dopo un primo intervento a San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), a Poggio Picenze inizia a operare attivamente nell’estate del 2010, quando vengono organizzati i primi laboratori e i primi eventi per bambini.

Il lavoro è poi proseguito fino allo scorso anno, registrando una progressi va partecipazione da parte dei cittadini. “Sin dalla prima ideazione del progetto – spiega ancora la Esposito – i soci si sono posti l’obiettivo di lasciare una traccia nella comunità, attraverso un lavoro paziente sul territorio, che permettesse alle persone di riappropriarsi dei luoghi e della loro identità nel tempo”.

Un intervento di lunga durata, quindi, che non si limitasse solo all’immediato post-sisma, ma che andasse anzi consolidandosi coinvolgendo la comunità a più livelli, fino alla sua totale ricostruzione morale e culturale.

“Proprio per questo – continua – , il progetto è stato poi ribattezzato la Ri(E)voluzione. Una rivoluzione che prevedesse un cambiamento, un ritorno alla socialità proprio a partire alle persone del posto”. Tanti gli eventi organizzati nel corso degli anni. Dai laboratori espressivi e ludici, a quelli di manipolazione per bambini, passando anche per piccole rassegne teatrali, campi estivi per i più giovani e corsi di vario genere.

Tra questi, uno volto alla formazione di operatori teatrali messo in piedi in collaborazione con l’associazione locale “Il Gigante Buono” e culminato con una serie di iniziative rivolte alla comunità, in particolare, ai bambini e agli adolescenti.

“In virtù del corso di formazione – afferma Valeria Esposito – già nel 2015 è stato possibile allestire una tre giorni natalizia, denominata ‘Il villaggio degli elfi’, che ha visto la partecipazione di quasi tutto il paese e non solo dei bambini, e altre attività estive che hanno coinvolto un po’ tutti i ragazzi del posto”.

Un lavoro in crescendo reso possibile grazie alla sinergia dell’amministrazione comunale, dei volontari di Agita Teatro e dei membri dell’associazione di Poggio Picenze che, a detta della stessa counselor, “ha registrato una sola battuta d’arresto solo in concomitanza del sisma del centro Italia, nel 2016”.

“Credo che il terremoto di Amatrice abbia riportato a galla vecchie paure – dichiara – ma abbiamo comunque deciso di tenere fede al patto di solidarietà reciproca stretto con la comunità poggiana e proseguire col progetto. Lo abbiamo fatto attraverso una serie di iniziative che, in collaborazione con i giovani del posto, sono culminate nel 2018, con un campo estivo che ha segnato quel passaggio di testimone, profilato da Agita al principio dell’intervento”.

“Quello che abbiamo cercato sempre di curare – precisa inoltre Valeria Esposito – è che questo intervento fosse tarato sui bisogni effettivi delle persone: non abbiamo mai portato dei piani già pronti e, anzi, tutto ciò che è stato proposto negli anni è derivato da uno specifico studio sul caso ed è stato portato sempre avanti nell’ottica di quella reciprocità concreta che stava alla base dell’intervento”.

Proprio rimanendo in tema di reciprocità, alla presentazione del libro in Campania hanno partecipato anche il sindaco di Poggio Picenze Antonello Gialloreto e l’assessore Fabrizio Taddei, che si sono dichiarati “onorati di aver contribuito al sociale del paese insieme ad Agita Teatro”.

In occasione della commemorazione delle vittime del terremoto organizzata il 6 aprile scorso, si è poi svolto l’incontro “Dieci anni del progetto Terremoto: quali risultati e quali obiettivi”, presieduto proprio da Valeria Esposito e dai suoi collaboratori; tra questi Peppe Coppola che, insieme a Ivana Conte, ha contribuito alla stesura di un dialogo teatrale pubblicato proprio su “Teatromoto”.

“Siamo sempre tornati, perché ci sentiamo ormai parte integrante della comunità poggiana – conclude la counselor campana – oltre che legati alle persone da un impegno di ospitalità reciproca, in virtù del quale ci si possa riconoscere e aiutare nel momento del bisogno. Ecco perché proseguiremo con le nostre iniziative, nonostante il progetto Teatromoto sia ormai giunto al termine: da parte di Agita c’è tutta la volontà”.

In cantiere ora infatti una serie di progetti di stampo culturale e sociale a più ampio raggio e sempre di concerto con le istituzioni locali e la comunità del piccolo centro aquilano. Prima tra tutti, la presentazione ufficiale del libro proprio a Poggio Picenze, in programma per i prossimi mesi. A questa andranno poi aggiungendosi altre iniziative rivolte alla comunità.

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