TERAMO CELEBRA L’ARTE DI MARIO DE NIGRIS CON UN CONVEGNO E UNA MOSTRA DEDICATI AI SUOI PAESAGGI DI LUCE


TERAMO – Si è tenuto ieri, 27 aprile, il convegno che ha aperto la mostra dedicata all’artista Mario De Nigris, classe 1923 e scomparso cinque anni fa.

“Brevi appunti di lungo viaggio” il titolo del convegno ospitato nella sala Ipogea a Teramo alla illustre presenza del giornalista Marcello Martelli, lo storico Luigi Ponziani e lo storico dell’arte Alberto Melarangelo.

A seguire, l’inaugurazione della mostra Nel segno di Mario De Nigris presso la sala espositiva in via Nicola Palma.

A promuovere l’iniziativa la Fondazione Pasquale Celommi di Roseto, il Comune di Teramo e il Liceo Delfico-Montauti di Teramo.

Mario De Nigris, personalità versatile che ha speso la sua vita a favore dell’arte e non solo. Nato a Pescara e trasferitosi stabilmente a Teramo dai primi anni Cinquanta, si è contraddistinto per l’animo intellettuale e per essere stato comandante partigiano, ideatore e promotore di iniziative culturali.

Dopo la licenza scientifica, si è iscritto all’Accademia del Nudo e alla facoltà di Architettura di Roma, per poi diplomarsi all’Accademia di Belle Arti della Capitale.

Funzionario della Banca Popolare di Teramo, ha mantenuto vive e costanti le sue passioni per l’impegno civile e sociale, oltre alla propensione naturale verso l’ambito artistico, che gli ha visti riconosciuti numerosi premi nazionali e apprezzamenti da figure del tenore di Carlo Levi, Renato Guttuso, Carlo Carrà, Marino Mazzacurati e Venanzo Crocetti.

Il suo percorso, costellato da mostre personali e collettive, rassegne, premi, recensioni, collezionismo e antologia critica, è racchiuso nella monografia artistica “Opere dal 1950 al 2007”, patrocinata dalla Provincia di Teramo e curata dal critico Cosimo Savastano.

“La pittura di Mario De Nigris – si legge in una nota di Alberto Melarangelo – mostra la sua coerenza di paesaggista e colorista fedele alla luce. Il rapporto con l’elemento rappresentativo è risolto in una quasi scomparsa, direi diluizione delle forme, nell’approdo alla totalità del colore che si fa luce e amplia le prospettive spaziali. La pittura immersiva nel paesaggio gli dà la possibilità nuova di aumentare la gamma delle cromie, fino a quel momento essenzialmente associate alla realtà da descrivere. Dunque una maggiore libertà creativa, scorgendo timbri e toni inediti. Verdi leggerissimi, sabbie, lilla e violetti schiariti e soprattutto bianchi nella ricerca di un paesaggio da restituire allo spettatore dopo la riflessione creativa dell’artista. I paesaggi, infatti, sono la sua scelta definitiva, in particolare quelli che rappresentano il mare, dopo essersi a lungo formato nella figurazione, ritratti e nudi femminili, disegni dal vivo di borghi e città, edifici e monumenti”.

“Il bilancio di questa prima giornata è più che positivo perché il convegno è stato davvero insolito, gli interventi dei relatori, dei cointeressati, delle autorità presenti e del presidente della Fondazione Celommi sono stati tutti robusti e interessanti, descrivendo a tutto tondo il personaggio. L’inaugurazione ha avuto la presenza di un centinaio di persone, insieme ad un paio di scolaresche”, dice a Vq Irene De Nigris – figlia dell’artista e architetto e direttore di museo.

“Rispetto alla mostra attuale, le precedenti organizzate nella città di Teramo risalgono agli anni Ottanta ed erano di tipo commerciale, perchè avvenivano in gallerie private e quello rappresentava l’unico momento di contatto tra artisti e acquirenti. Di contro, oggi la natura della mostra è culturale divulgatrice, va a sottolineare la caratura di un artista dal punto di vista critico culturale; pertanto vengono coinvolte le scuole e università. Sono esposti trentadue pezzi molto selezionati perché si vogliono raccontare cinquanta anni di attività artistica e, dal punto di vista didattico, offrire uno spaccato di una lunga professione”, conclude Irene De Nigris.

La mostra sarà visitabile ad ingresso libero sino al 7 maggio dalle 9,00 alle 13,15 e dalle 17,00 alle 19,00, esclusa la domenica.

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