UN CITTADINO QUALUNQUE DI FRONTE AL SISMA, SCONCI PORTA A NAPOLI “L’AQUILA NUOVA”
L’AQUILA – A dieci anni esatti dal sisma che nel 2009 sconvolse il capoluogo d’Abruzzo e l’Italia intera, andrà in scena – per la prima volta a Napoli, in versione aggiornata e più che mai attuale – lo spettacolo interamente scritto, diretto e interpretato da Massimo Sconci, finalista nella sezione Teatro della Biennale MarteLive.
“L’Aquila Nuova” verrà presentato in esclusiva presso il Teatro Palapartenope, in via Corrado Barbagallo 115, i prossimi 5 e 6 novembre, per la rassegna ControVento dedicata agli artisti Under 35.
Punto cruciale dell’intero spettacolo – si legge in una nota – è l’individuo. Un cittadino aquilano qualunque, che tenta con difficoltà di relazionarsi con qualcosa di imprevedibile come il terremoto. La sua ironia, tenerezza e fragilità può avere come reazione una inevitabile depressione oppure una necessaria resistenza. Il risultato è una narrazione che vorrebbe essere lineare, ma che inevitabilmente si frammenta in più capitoli differenti.
Il capoluogo d’Abruzzo, come l’intera regione, da troppo tempo, e soprattutto negli ultimi anni, sta vivendo una condizione di durissima crisi. Ma forse, su un palcoscenico, assieme al pubblico, c’è la possibilità di cominciare a immaginare una città diversa, migliore. Di certo non perfetta, ma sicuramente nuova.
In scena un attore con una sedia e senza microfono, due paia di occhiali, un orsacchiotto di peluche e una valigia, per un allestimento scarno ed essenziale. Cornice di un racconto evocativo fatto di tante piccole storie, del passato, del presente e del futuro della città. Racconti vissuti oppure mai accaduti, intrecciati attorno all’abilità evocativa del narratore.
“Ho scelto personalmente lo stile del teatro di narrazione che, assieme al corpo, all’energia e alla voce del protagonista, è per me il miglior elemento rappresentativo per esprimere ciò che desidero raccontare – afferma Sconci – . In tutto il suo minimalismo il Teatro è la forma di comunicazione più adeguata per trasmettere al pubblico le ironiche emozioni di un’esperienza vissuta in prima persona. Per la mia città, dove sono nato e cresciuto, spero possa trasmettere un nuovo modo di vivere e raccontare il passato e il presente, con l’intento di ricostruire una memoria collettiva attorno alla quale recuperare il concetto e la forza di una comunità”.
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